Froome sulle tracce di Anquetil e Hinault.

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La Vuelta Espana chiude la sua prima parte con un Chris Froome mai cosi in palla a fine agosto e per il momento in maglia di leader e assoluto controllo della corsa. L’obiettivo della doppietta Tour-Vuelta riuscito in passato a soli due campioni come Anquetil e Hinault non sembra poi così lontano

Chi si aspettava il capitano Sky appagato dalla vittoria del Tour e dubbioso sul fatto che potesse tenere la forma per un periodo così lungo, almeno per ora, deve rivedere le sua convinzioni.

Nonostante un supporto non eccezionale della sua squadra ma che comunque si è mantenuta sempre su buoni livelle specie con Moscon e Nieve, l’inglese fin dalla salita di Andorra alla terza tappa ha scoperto le sue carte mettendo alla frusta i suoi avversari.

Quel giorno Froome ha indossato la maglia Roja che detiene tutt’ora nonostante la tappa fu vinta da un ottimo Vincenzo Nibali che riuscì a ricucire in discesa il terreno perso dal leader Sky in salita.

Dopo 9 tappe non si può comunque dire che la corsa sia già decisa, anche perché se si vuole trovare una crepa nell’andamento della Vuelta di Froome è che forse ha speso già parecchio ricavandone tutto sommato distacchi ancora recuperabili da parte dei suoi più immediati inseguitori che però avranno all’inizio dell’ultima settimana un problema non da poco da sormontare. La cronometro di Logrones di 40 km, senza ombra di dubbio a vantaggio dell’attuale leader.

In questa prima parte di Giro di Spagna la corsa ha parlato anche azzurro con le vittorie di tappa di Nibali e Trentin e una classifica generale con lo squalo e Fabio Aru ancora in corsa almeno per un posto sul podio viste anche le salite che aspettano i corridori e che sembrano, sulla carta adatta ai nostri due alfieri.

Nota di merito per ora va anche ad Alberto Contador che ormai a poco tempo dal suo ritiro agonistico e dopo una tappa disastrosa ad Andorra si è ripreso alla grande ed ora con fieri propositi battaglieri si accinge a correre le ultime 2 settimane della sua carriera alla Vuelta.

Vediamo nel dettaglio le classifiche:

MAGLIA ROSSA:

Con la maglia di leader troviamo come detto Chris Froome. Alle sue spalle finalmente un convincente Esteban Chaves dopo mesi di oblio paga per ora 36 secondi al leader. Molto bene al terzo posto anche Nicolas Roche a 1.05. Quarto Vincenzo Nibali a 1.17 che sulle salite corse fino ad oggi ha dimostrato di essere un gradino inferiore ai primi due della classe. Più o meno si trova nelle stesse condizioni del ciclista siciliano anche Fabio Aru a 1.33 dalla maglia roja e settimo nella generale.

Tra i due azzurri finalmente un Van Garderen competitivo a 1.27 e De la Cruz a un minuto e mezzo già settimo nella Vuelta 2016. Chiudono la classifica dei primi 10 Michael Woods della Cannondale alle prese con grossi problemi economici a 1.52 e due habituèè dei grandi giri come Adam Yates a 1.55 e Zakarin a 2.15.

Da notare i due BMC nei primi cinque in classifica che salvo clamorose svolte firmerebbero per avere questa classifica a Madrid.

 

MAGLIA VERDE:

Nella speciale classifica a punti comanda anche qui Froome con 55 punti ma per ovvi motivi la maglia è indossata dal secondo della classifica che è il nostro Matteo Trentin con 49 punti vincitore a Tarragona. Seguono Poljanski a quota 44, Mohoric a 43, Nibali a 37, Alaphilippe a 34 e via via gli altri.

Come si vede classifica molto equilibrata, pronostici impossibili da fare e anche per la mancanza di molti velocisti e di tappe adatte a loro, non è detto che alla fine la speciale classifica non possa essere vinta da un uomo di classifica.

 

MAGLIA A POIS:

La maglia che premia il miglior scalatore è sulle spalle del nostro Davide Vilella. Il combattivo azzurro della Cannondale è a quota 38 e il suo margine sul secondo classificato è ampio. Thomas De Gendt ne ha 17 seguito da Chris Froome a 15. Chiudono i primi 5, Atapuma a 12 e Mas Bonet a 11.

Le salite e i Gran premi della Montagna alla Vuelta non finiscono mai e anche qui il discorso è più aperto che mai. Il bello deve ancora arrivare, fa comunque piacere vedere un italiano ai vertici anche se le sue probabilità di vittoria finale sono scarse.

 

MAGLIA BIANCA:

La classifica combinata (Pois+Rossa+Verde) che premia i piazzamenti più bassi di ogni singolo corridore nelle tre graduatorie principali e che nei grandi giri è esclusiva del Giro di Spagna, vede chiaramente in testa Chris Froome (primo, primo e terzo con 5 punti), seguito da Esteban Chaves (15 punti). Dietro a loro il vuoto con Woods a 39, Polanc a 40 e Nicolas Roche a 43.

Nei primi 10 anche Mohoric, Rojas,  Keldermann, Marczynski e Majka.

 

La seconda settimana potrà chiarire meglio le idee sulla possibilità o meno di attaccare lo scettro di Chris Froome. Prima del riposo di lunedi prossimo, ci saranno tre tappe molto delicate.

Mercoledi l’arrivo a Calar Alto dopo una tappa che presenta più di tre mila metri di dislivello con due colli di prima categoria nel finale.

Sabato si arriva alla Sierra de La Pandera con arrivo in salita dopo aver scalato altri tre colli di varia difficoltà.

Domenica infine tappa corta ma durissima con arrivo nella Sierra Nevada con arrivo ai 2.500 metri dopo aver scalato Alto de Hazallanas e Alto de Monachil, tutti e due di prima categoria. Una delle tappe chiave di questa Vuelta.

Salite di questa settimana che sembrano favorevoli agli azzurri e anche a Chaves, ma se Froome mantiene questa forma probabilmente sarò lui a staccare gli altri. Ecco, ad oggi l’unica incognita che ha fatto trapelare anche lo stesso Froome è che da un momento all’altro la forma potrebbe andarsene improvvisamente e bisognerà vedere se gli avversari sapranno approfittarne. Senza dimenticare la variabile impazzita che potrebbe far scoppiare la corsa da un momento all’altro. Alberto Contador. Per ora il suo distacco è superiori ai 3 minuti ma il Pistolero è lungi dal volersi arrendere senza almeno provarci prima.

 

 

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