GP Belgio: tra motori, safety car e rivalità (troppo) accese

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Welcome back! Dopo un mese di summer break, la Formula 1 torna nelle splendide Ardenne per il Gran Premio del Belgio, uno dei circuiti più antichi e spettacolari del calendario. I pronostici erano chiari: un circuito come Spa non può che favorire le vetture motorizzate Mercedes, dunque una doppietta delle frecce d’argento era più che pronosticabile. In qualifica, tuttavia, un’arrembante Sebastian Vettel si prende di forza la seconda piazza, negando a Bottas la prima fila. In partenza, il tedesco prova addirittura il sorpasso a Hamilton, ,ma il britannico resiste e tiene la prima piazza. I giri passano, tanti sorpassi nelle retrovie con Alonso che, dopo una partenza pazzesca, scivola dal settimo al quattordicesimo (!) posto in pochi giri, per poi ritirarsi per l’evergreen calo di potenza. Ci pensa Kimi Raikkonen a ravvivare una gara un po’ noiosa, non rallentando per le bandiere gialle dopo il ritiro (il sesto in dodici gare) di Verstappen; risultato: 10 secondi di stop&go (che quindi risultano circa in 30 secondi di penalità). Forse un po’ esagerato, viste le decisioni poi prese dai commissari in merito ad altri incidenti. Kimi rimonta, passa le due Force India e un ottimo Nico Hulkenberg, e si lancia all’inseguimento di Ricciardo. A 15 giri dalla fine le due Force India decidono di suicidarsi sportivamente, dopo essersi prese anche al primo giro: Perez passa Ocon in curva 1 andando lungo, Ocon lo attacca all’interno e Perez lo sbatte senza troppi fronzoli a muro. Ocon rompe l’ala, Perez fora la posteriore destra e la Safety Car è costretta a uscire, con tutti i piloti che si fermano per cambiare le gomme. La Ferrari mette le ultrasoft, la Mercedes le soft: Hamilton resiste agli attacchi di Vettel e vince la gara davanti al rivale, con Ricciardo che trova un insperato podio davanti a Raikkonen e Bottas; Hulkenberg è il migliore degli umani, davanti a Grosjean, Massa (che dal sedicesimo posto rimonta fino all’ottavo), Ocon e Sainz.

I TRE SPUNTI
1. Il motore, almeno a Spa, fa la differenza. Vettel, nonostante la scia, è riuscito a malapena ad affiancarsi a Hamilton, che è stato aiutato nella sua difesa dal potentissimo motore Mercedes. Ciò non toglie nulla alla splendida gara di Lewis, ma sicuramente il motore ha giocato un ruolo fondamentale.
2. Dopo i primi 3 team, la Renault è sempre più la quarta forza nel mondiale. Senza forzare, e senza troppi problemi, Nico Hulkenberg è arrivato in sesta posizione sfruttando il ritiro di Verstappen per ottenere un altro piazzamento nei top6. Nonostante ciò, la Renault si trova addirittura all’ottavo posto della classifica costruttori. 34 punti per Hulkenberg, 0 per Palmer. Bisogna forse cambiare qualcosa?
3. La Force India deve fare qualcosa. Dubbi e lamentele in Canada, Incidente a Baku, e ora incidente più che rischioso a Spa: Esteban Ocon e Sergio Perez non riescono a lottare senza toccarsi e rovinare la loro gara. Se a Baku era stata colpa di Ocon, questa volta è il Messicano che sbaglia, per ben due volte. Bisogna prendere provvedimenti.

IL MIGLIORE: Felipe Massa. Facile dire Hamilton: Felipe ha fatto una gara attenta, curata e ha approfittato dei problemi altrui per portare una Williams sempre più indietro fino all’ottavo posto. Chapeau!

IL PEGGIORE: Sergio Perez. rovina la sua gara e quella del compagno di squadra: inaccettabile per un pilota che, a detta di molti, meriterebbe un posto in un top team.

VOTO GARA: 7/10. Qualche buon sorpasso, ma la gara è abbastanza noiosa fino alla mossa Kamikaze delle Force India, che ravvivano il GP facendo uscire la Safety Car.

IL MOMENTO PIU’ BELLO: o meglio, quello che fa più discutere, il contatto tra le Force India. Chissà quante se ne saranno dette nel briefing post gara…

Solo una settimana di tempo prima del GP d’Italia, a Monza: nel tempio della velocità, le Mercedes proveranno a fare il vuoto, ma la Ferrari è un osso durissimo da battere in casa. Ne vedremo delle belle.

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