Sascha Zverev vince Montreal, un giovane alla riscossa pronto per lo Slam?

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Una settimana intensa di tennis e quelle che seguiranno a breve non saranno da meno. Il sesto 1000 dell’anno finisce nelle mani di Zverev è il secondo consecutivo per il tedesco. Statistica curiosa che quest’anno vede Federer vincitore dei primi due (Indian Wells e Miami), Nadal dominatore del terzo e quarto (Montecarlo e Madrid), Zverev campione del quinto e sesto (Roma e Montreal).

Adesso passiamo alle congetture, perché se è vero che Federer ha vinto l’Australian Open e dominato il circuito nei primi mesi sul duro, è altrettanto vero che Nadal abbia dominato – come sempre del resto – sulla terra, tranne che per quell’intoppo sul Centrale di Roma contro Dominic Thiem. Ora, dopo la parentesi mistica di Wimbledon, sembra che sia il momento di Alexander Zverev, sembrato molto più maturo di quanto ci si aspettasse. Nel frattempo ai due “vecchietti” non resta che giocarsi (anche) la posizione di nuovo numero uno del mondo nelle settimane a seguire.

E’ arrivata la conferma della sua qualificazione al Master Junior di fine anno, ma ci sembra di poter confermare altrettanto che il ragazzo si qualificherà senza problemi anche al Master vero di Londra. Sascha è probabilmente il terzo giocatore più in forma di questa annata e con l’accoppiata Washington-Montreal possiamo anche dire che probabilmente è il più in forma. Federer finalista sembra aver esaurito il bonus “buona condizione”, Nadal sta faticando come previsto sul duro, Murray non sa che vuol fare da grande (dovrebbe solo fermarsi e curarsi per bene), Djokovic e Wawrinka hanno detto arrivederci al 2018.

Alexander Zverev ha avuto una crescita spaventosa ed esponenziale, non abbiamo dubbi che il circuito maschile falcidiato da problemi, ritiri e acciacchi lo abbia aiutato, ma come le ha avute lui le possibilità le avevano anche tutti gli altri. Lui le ha sfruttate. Ma sarebbe riduttivo parlare solo di questo, la crescita è stata graduale ma inesorabile. Da Roma, ricordiamo su terra, a Montreal abbiamo visto un giocatore crescere specie nei colpi dove era meno forte. La risposta e lo scambio da fondo, condito dalle solite bordate di servizio, dai vincenti con i fondamentali e tutto gestito da una forza mentale che arrivati a questo punto spaventa. Affrontare e battere Federer, anche se al 50%, con tale disinvoltura lascia piacevolmente sorpresi. La questione vera è: il ragazzo è pronto per il grande salto nel 3 su 5? Lo Us Open è imminente e come lo stiamo facendo noi anche lui un pensierino dovrà farlo.

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Roma, ma sono nato in provincia di Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata al ciclismo grazie al mio concittadino Vincenzo Nibali e ad altri sport. Le Olimpiadi per me sono un'orgia sportiva. Oltre a scrivere e dirigere LoSportOnline ho anche partecipato alla fondazione di Blog34 (piazza virtuale studentesca di Messina, di cui vado molto fiero) e collaborato con OkCalciomercato, curando la rubrica "The Italian Job".

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