La rovente estate a caccia della prima posizione ATP

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È di nuovo ritorno al futuro. Sul cemento americano, quest’anno la lotta per la prima posizione vedrà il ritorno della più grande rivalità tennistica delle ultime due decadi, quella tra Roger Federer e Rafa Nadal.

Dato l’andamento della prima parte di stagione, caratterizzato dal netto dominio di questi due campioni protagonisti di una nuova giovinezza, ci si poteva aspettare che prima o poi anche il ranking ATP avrebbe dovuto conferire loro il giusto riconoscimento. Ma si sa, il computer è un mero calcolatore di numeri e non tiene conto di altri fattori che solo l’uomo può percepire, perciò di regola avremmo dovuto aspettare ancora qualche mese, fino a che le degenze non hanno sconvolto tutti i piani anticipando a prima degli US Open la rivoluzione ai piani alti della classifica.

Infatti, nelle ultime settimane sono arrivati ufficialmente dei fornai che erano nell’aria. Ad aprire le danze è stato Nole Djokovic, uscito da Wimbledon con un gomito malconcio che lo ha costretto al ritiro nel quarto di finale contro Berdych: l’ex numero 1 del mondo ha comunicato con un video sulla pagina Facebook di aver optato per una pausa lunga, la quale non gli permetterà di rientrare in campo nel 2017. Il serbo ha inoltre parlato di come tutti gli specialisti che ha consultato gli hanno fortemente consigliato il riposo, concludendo con un arrivederci al 2018 e dichiarando che nei prossimi mesi si dedicherà alla famiglia pronta ad accogliere il secondo pargolo. Lo stop forzato potrebbe essere una grandissima occasione per Nole il quale, al di là dei problemi fisici, è sembrato distratto da altro e date le voci circolanti sulla sua situazione matrimoniale un po’ di tempo da dedicare esclusivamente a Jelena e Stefan potrebbe essere un toccasana per lui, nella speranza che possa tornare l’anno prossimo con la tranquillità che gli ha consentito di dominare il circuito negli anni precedenti.

Da uno stop lungo a un altro breve: in Canada non ci sarà nemmeno Andy Murray, ma a differenza del suo collega tornerà già a Cincinnati. Tuttavia, proprio a causa del suo inizio di stagione poco incoraggiante ma soprattutto a causa della scadenza dei punti dello scorso anno (ne dovrà difendere tanti nei prossimi mesi) potrebbe perdere già questa settimana la vetta della classifica, ma su questo argomento torneremo a breve.

Le ultime rinunce eccellenti portano le firme di Marin Cilic e, soprattutto, Stan Wawrinka. Mentre il finalista di Wimbledon ha dato forfait solamente per Montreal lamentando un infortunio all’adduttore, più complicata la situazione dello svizzero. Wawrinka, infatti, sarà costretto ad operarsi al ginocchio sinistro, ponendo quindi fine alla propria stagione senza avere la possibilità di difendere il titolo a Flushing Meadows (oltre ai 2000 punti senza i quali farà un bel tonfo in classifica).

Proprio per questi motivi, e torniamo alla nostra premessa, la strada è spianata per un nuovo (o vecchio, come preferire) cambio al vertice. Il favoritissimo è Rafa Nadal, il quale potrebbe tornare numero 1 del mondo esattamente 9 anni dopo la prima volta in quel di Cincinnati. Infatti, tirando in ballo le tantissime combinazioni possibili sul cemento americano, all’iberico basta la semifinale in Canada per riguadagnare la vetta, e vincendo il primo dei due Masters 1000 avrebbe la certezza di arrivare da prima testa di serie agli US Open. Più complicato il discorso per Federer, il quale dovrà sperare che Nadal arrivi al massimo ai quarti a Montreal e non vinca in Ohio, ma il compito resterebbe comunque proibitivo: l’elvetico dovrebbe vincere entrambi i tornei per scavalcare tutti, o dovrebbe giocare entrambe le finali qualora il rivale dovesse fermarsi agli ottavi. Solo una clamorosa sconfitta all’esordio di Rafa consentirebbe a Roger di riprendere la vetta e migliorare il record di 302 settimane, ma solo vincendo Montreal. Murray, dal canto suo, per non essere spodestato deve sperare che Nadal non arrivi in semifinale in nessuno dei due tornei e che Federer non li vinca entrambi.

Insomma, gli scenari possibili sono innumerevoli e prima dell’ultima prova Major dell’anno lo spettacolo sarà assicurato. Non sarà un’estate americana come tutte le altre: Montreal e Cincinnati non saranno – almeno per quest’anno – delle semplici prove in vista di New York, bensì autentici campi di battaglia sui quali in tre si daranno battaglia senza esclusione di colpi per poter riconquistare o mantenere lo scettro di sovrano del tennis mondiale.

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Fausto Consolo

Studente di Giurisprudenza a Messina, città che mi ha dato i natali e nella quale sono cresciuto, sin dall'infanzia lo sport diventa una delle mie più grandi passioni. Scrivo di tennis, sport che pratico da sempre, ma adoro anche la pallacanestro e come tutti gli italiani sono cresciuto con il pallone attaccato al piede. Grande tifoso dell'Inter e dell'Orlandina Basket, i miei più grandi idoli sono Javier Zanetti, Gianmarco Pozzecco, Josè Mourinho e Kobe Bryant, ma il vero amore (con buona pace di queste grandi icone dello sport) resta Roger Federer.

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