GP Ungheria: tra ordini di scuderia, penalità e una Ferrari ritrovata

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Ultima gara prima del summer break: il circus arriva in Ungheria dopo una gara a Silverstone che ha rimesso in discussione il campionato piloti. Sulla carta, l’Hungaroring è un circuito dove il passo corto della Ferrari dovrebbe fare la differenza: questa differenza si è notata e tanto, con le Ferrari subito molto competitive e capaci di prenotare la prima fila in qualifica. Prima fila che sì si è trasformata in doppietta, ma non senza penare: dopo una partenza ottima e una prima parta di gara dominata, con Vettel davanti a Kimi, il tedesco si è lamentato di problemi allo sterzo, cosa che ha rallentato e non poco il leader della classifica mondiale. Le Mercedes si avvicinano, Hamilton chiede al team di far rallentare Bottas per provare a passare le Ferrari e viene accontentato, con la promessa di far ripassare Bottas nel caso in cui Lewis non fosse stato in grado di prendere la testa della corsa; tuttavia, in Ungheria i sorpassi sono quasi un’utopia, e il britannico non riesce a passare nessuna delle due vetture di Maranello. Vettel riesce quindi a vincere la gara davanti a un generosissimo Kimi Raikkonen, “scudiero d’eccellenza” oggi, dato che il passo per vincere questo Gran Premio ce lo aveva eccome. Dietro di loro Valtteri Bottas, che si riprende la terza posizione dopo che Hamilton, da vero “signore”, si fa da parte a fine corsa, arrivando quarto. Quinto Verstappen, autore di una mossa kamikaze a inizio gara su Ricciardo che ha messo fuori dai giochi l’australiano sempre sorridente, che oggi non ha però sorriso per niente; dietro di loro un fantastico Alonso, autore anche del giro più veloce, Sainz, Perez, Ocon e Vandoorne.

I TRE SPUNTI
1. La Ferrari, in tracciati angusti e “cittadini”, è la più forte. Lo abbiamo visto a Monaco e lo abbiamo visto qui: in quei circuiti dove il motore conta meno, il passo corto della Ferrari si rivela incontrastabile per gli altri team. Un problema meccanico ha provato a impedire la doppietta alle rosse, che sono state però più forti anche dei guasti. Grande prova di forza dopo l’imbarazzo di Silverstone.
2. Kimi Raikkonen, nonostante qualche alto e basso, è ancora un pilota molto veloce. Oggi è lui il vincitore morale della corsa, dato che se fosse stato fuori più a lungo – al contrario di quanto chiesto dal team – sarebbe uscito dai box al comando. Avrebbe meritato la vittoria, ma per questioni di mondiale è “giusto” (anche se discutibile) che sia Vettel a rimanere davanti. Bollito chi?

3. Quella di oggi è stata una gran giornata per la Formula 1 in generale. Verstappen si assume le proprie colpe, Raikkonen rispetta gli ordini della scuderia senza lamentarsi troppo, Hamilton rispetta la promessa e si fa passare da Bottas alla fine nonostante la perdita di tre punti mondiale. Questo è ciò che vogliamo vedere in Formula 1.

I MIGLIORI: Kimi Raikkonen & Fernando Alonso. Diverse ragioni, ugual merito: Kimi è “costretto” a rinunciare alla vittoria e assicura la doppietta alla Ferrari, mentre Alonso è autore di una splendida gara, coronata dal giro più veloce. La “vecchia guardia” colpisce ancora!

IL PEGGIORE: Max Verstappen. Non fa una brutta gara, ma il sorpasso troppo azzardato a inizio gara che mette K.O. il compagno di squadra è abbastanza per meritare questo trofeo. E se riesci a far smettere di sorridere Ricciardo, significa che l’hai combinata proprio grossa…

VOTO GARA: 6.5/10. Pochissimi sorpassi, seconda metà di gara intensa ma quasi mai in discussione. Mediocre.

IL MOMENTO PIU’ BELLO: il sorpasso all’esterno di curva due di Alonso. Pura magia dello spagnolo, che si inventa un sorpasso ai limiti dell’impossibile con la sua McLaren.

Dopo una piccola sessione di test questa settimana, il circus andrà in letargo per un mese: dopo la pausa estiva sarà tempo di Spa, Gran Premio del Belgio, che avrà luogo il 30 di Agosto. Buone vacanze estive a tutti gli appassionati!

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