Tour 2017 – Il poker di Chris Froome è servito

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Uno dei Tour de France con meno chilometri a cronometro della storia della corsa francese passa in archivio paradossalmente con la vittoria di uno che ama correre contro il tempo.

Chris Froome dunque indossa la quarta maglia gialla a Parigi, unioc corridore nella storia e nella sua collezione personale la metta vicina a quelle del 2013, 2015 e 2016. Nell’ultimo quinquennio solo un fantastico Vincenzo Nibali è riuscito nell’impresa di batterlo.

Il capitano Sky con questa vittoria bussa alla porta di casa dei grandissimi della corsa francese. Solo Merckx, Anquetil, Hinault e Miguel Indurain possono vantare più vittorie dell’inglese nato a Nairobi.

Ma già l’anno prossimo i quattro immortali potrebbero dover dividere con Froome il palmares dei più vincenti della Grand-Boucle.

L’edizione 2017 con poche grandi montagne e pochi chilometri a cronometro sembrava fatta apposta per favorire gli avversari di Chris che invece anche se oggettivamente lontano dal miglior Froome è riuscito a vincere la corsa senza mai soffrire troppo e senza dare mai l’illusione agli avversari di essere in difficoltà.

Questo grazie ad un super squadrone che non ha mai abbandonato il suo capitano e che, forse, aveva proprio all’interno della sua squadra quello che ipoteticamente avrebbe potuto essere in condizioni diverse il suo vero avversario. Mikel Landa che come alla Vuelta 2015 si è sacrificato per ragioni di Stato. Allora in maglia Astana ne beneficiò Fabio Aru.

Quel Fabio Aru che assieme a Bardet e Rigoberto Uran è stato a lungo uno degli avversari più tosti e temibili della maglia gialla.

La classifica finale con la vittoria di Froome con 54 secondi su Uran, 2 e 20 su Bardet, 2 e 21 su Landa e 3.05 su Fabio Aru è a testimoniare di un equilibrio mai esistito nei primi tre Tour vinti dall’inglese. Ciò è dipeso dai pochi km a cronometro (ma anche ne 2015 non è che si corse molto di più contro il tempo) e dalla mancanza di un vero avversario che approfittasse delle crepe che in salita il capitano Sky ha comunque lasciato intravedere.

 

 

Sia sulle Alpi che sui Pirenei, soprattutto l’inglese ha palesato qualche incertezza di troppo e solo la mancanza di un Contador dei tempi d’oro o anche di un Quintana meno imbolsito lo hanno salvato.

Non si è mai assistito a quelle “frollate” che specie sui Pirenei lasciavano sui pedali gli avversari senza diritto di replica che hanno contraddistinto le precedenti vittorie francesi del capitano del Team Sky.

Proprio la mancanza di avversari di un certo lignaggio (sciagurata al riguardo la scelta di Quintana di doppiare Giro e Tour con il risultato di rimanere con un pugno di mosche in mano) che anche all’orizzonte sembrano mancare fa fin d’ora propendere per un suo pokerissimo l’anno prossimo a Parigi, piuttosto che ad una sua sconfitta.

Certo è ancora molto presto per addentrarsi già nel 2018 ma guardando gli avversari si vede poco in giro.

Nibali probabilmente è nella parabola discendente della sua carriera, Aru è ancora troppo scostante e troppo debole a cronometro, Rigoberto Uran ha corso le tre settimane migliori della sua vita, a Bardet sembra sempre che manchi un centesimo per fare una lira, Quintana è un punto interrogativo. Porte ha la sfortuna appiccicata addosso.

Forse Warren Barguil è quello che ha dimostrato più coraggio e più voglia di attaccare in salita, ma un conto è correre per la maglia a pois altra cosa è farlo a caccia della “jaune”.

Altra opzione potrebbe essere il vincitore del Giro d’Italia, Tom Dumoulin cimentatosi in passato con scarsi risultati sulle strade francesi. Ma ci vorrebbero cronometro più lunghe, mentre la tendenza sembra proporre percorsi diametralmente opposti.

In fin dei conti l’unico avversario credibile in questo momento sembrerebbe essere un compagno di squadra di Froome.

Sembra strano anche solo pensarlo, ma l’anno prossimo a quest’ora nessun corridore al mondo nella storia potrebbe aver vinto più Tour de France di Chris che nessun esperto di ciclismo oserebbe mettere sullo stesso piano degli inquilini del piano di sopra. Ma nel frattempo il mondo delle due ruote è cambiato…..

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