#Tour2017 | da 0 a 10 – Landa vincitore morale di un Tour pasticciato dai francesi

0 Flares Filament.io 0 Flares ×

10: Mikel Landa. Per una volta la palma del voto più alto non va al vincitore ma vale come incoraggiamento ad un corridore per certi versi “sfortunato”. Come al Giro 2015, pure in questo Tour parte senza pretese e con il compito di aiutare il capitano, si ritrova con l’impressione di averne di più. Ma come in quella occasione, fa il lavoro chiesto senza fiatare, ma imbarazzante in certi momenti il comportamento della Sky: per citarne uno, perchè Kwiatkowski e Froome tiravano il gruppo a Foix con Landa in fuga? Perde il podio per un misero secondo nonostante una grandissima crono (e quasi ci faceva piacere dare un dispiacere ai francesi) e ci sono tantissimi rimpianti per la gestione della corsa dove ne aveva per attaccare ma costretto a frenare. E’ già la seconda volta, speriamo non ci sia una terza…perchè Landa ha grandi capacità. E’ lui il vincitore morale del Tour.

9: Christopher Froome.  Vince per la quarta volta il Tour, da rendere merito nonostante sia meno cannibale del solito. Infatti la differenza l’ha fatta solo a cronometro, però in montagna ha risposto presente ad ogni attacco, soffrendo soltanto Aru, dando però l’impressione di essere battibile. Supportato da una monumentale Sky, resta il dubbio che se fosse maggiormente attaccato, l’esito poteva essere diverso, ma c’è stato troppo attendismo in gruppo. Ma chi vince ha sempre ragione, e lui lo fa per ben 4 volte, entrando di diritto nella leggenda. L’unico a fermarlo (seppur non sfidandolo direttamente) è un certo Vincenzo Nibali, e i prossimi confronti diretti saranno tra loro due…

8: Warren Barguil. Nella prima parte di stagione non ha praticamente corso, rientra giusto in tempo per il Tour e parte male, uscendo di classifica. Decide di puntare alla Pois ed entra in numerose fughe dimostrando una gamba eccezionale rientrando quindi in Top 10 centrando due tappe, di cui l’Izoard, e la Pois doppiando il secondo classificato. Insomma, Tour da incorniciare per un talento che deve ripartire da qui per i prossimi Tour, dove chiaramente avrà maggiore pressione. Vince anche il premio di Super-Combattivo, anche se lo avrebbe meritato Thomas De Gendt.

7: Michael Matthews. Vincitore della maglia verde, anche se fortunato prima con il grottesco caso di Peter Sagan, poi con Arnaud Demarè fuori tempo massimo e infine Marcel Kittel caduto e ritirato sulle Alpi. Però la fortuna aiuta gli audaci perchè Matthews ci ha creduto fino alla fine per la conquista della maglia entrando in tante fughe per i traguardi volanti e sfruttando le tappe a lui più congeniali. Deve migliorare con gli sprint a ranghi compatti, perchè il prossimo anno Peter Sagan sarà bello furibondo…

6: Fabio Aru. Non doveva essere al Tour e invece è l’unico a creare qualche grattacapo al Team Sky. Conquista una bellissima tappa a Le Planche Des Belles Filles facendo sognare i tifosi con il paragone con Nibali, fa tremare la Sky a Peyragudes dove è l’unico “non Sky” ad indossare la Jaune ed è l’unico in 4 Tour a toglierla a Froome. Poi vuole la bronchite, vuole un calo nella terza settimana, vuole una preparazione non adatta all’appuntamento, vuole una mancanza di supporto della squadra….ma assistiamo ad un lento declino che lo ha portato anche fuori dal podio. Resta comunque un grandissimo risultato considerando che non doveva essere qui, che da grande fiducia al corridore e al movimento italiano per il futuro, perchè se si prepara bene….saranno dolori.

5: Alberto Contador. Il canto del cigno del Pistolero. Preparato per questo appuntamento, si dimostra non all’altezza della situazione mostrando segni di declino inevitabile, seppur non aiutato dalle cadute. Non riesce a stare con i migliori, ma la sua classe immensa è intatta provando ad attaccare da lontano e regalando spettacolo che difficilmente troveremo in futuro. Il Pistolero probabilmente ha salutato il Tour dove ha trionfato per tre (o due, come volete voi) volte alla sua maniera, lasciando un ricordo indelebile. Grazie Alberto, noi ti aspettiamo al Giro il prossimo anno per salutarti.

4: il Fair Play. Sta diventando un argomento massacrante questo. Il caso Aru-Froome del Mont Du Chat è la ciliegina della torta con Aru massacrato dalla stampa, ma se la cosa lo fa Bardet invece tutto regolare. In ogni caso, sta diventando un argomento pesante, soggetto a tante interpretazioni differenti. Le cadute, i problemi alla bici, i problemi di salute e via dicendo, fanno parte dello sport, non esiste fair play in questo caso, spero sia chiaro a tutti, sennò andiamo direttamente all’arrivo.

3: Nairo Quintana. Ha voluto esagerare con Giro+Tour, si è preso una bella cantonata. Se il Giro neanche lo ha vinto, naufraga letteralmente al Tour beccando 15 minuti da Froome e mai realmente protagonista. L’esperimento è fallito miseramente nonostante provi a mostrare sprazzi di orgoglio ma non c’è niente da fare, le gambe non girano, la preparazione è sbagliata e soprattutto l’idea è sbagliata. E ormai va di moda “si vince il Tour il prossimo anno…”. Peccato, perchè questo Tour poteva essere adatto a lui con la poca cronometro.

2: Fischi al Velodrome. Imbarazzante scena nella cronometro di Marsiglia: quando sono partiti Uran e Froome, volavano sonori fischi da parte della “tifoseria” francese pro Bardet. Ed è un peccato perchè nel ciclismo non ci dovrebbe essere così tanta fazione nazionalista a differenza del calcio e questi episodi sono spiacevoli. Il ciclismo è uno sport globale, ci sta una preferenza nazionalista ma non fino a questo punto…

1: Grafica TV. A volte per vedere i dati che inseriscono, dovevo stringere gli occhi…grafica nuova ma molto deludente come visibilità e chiarezza, a mio modo di vedere. Ma di certo non sono queste le cose più importanti…sono francesi, va tutto bene.

0: Giuria francese. C’è da commentare? Il caso Sagan-Cavendish è imbarazzante, soprattutto se vediamo successivamente Demarè e Bouhanni fare quello che vogliono…ah sono francesi, tutto è concesso, pure fare a pugni. Non dimentichiamo il caso di Peyragudes dove hanno dato la penalità a Uran mentre per lo stesso motivo hanno “perdonato” Bardet: per fortuna pure l’UCI si è accorta dell’imbarazzante caso ed è dovuta intervenire, che figura…come ogni anno, ne combinano di tutti i colori ma anche quest’anno è andata male…

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Filament.io 0 Flares ×

Un pensiero riguardo “#Tour2017 | da 0 a 10 – Landa vincitore morale di un Tour pasticciato dai francesi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *