Tour 2017 – Equilibrio assoluto con speranza azzurra.

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Uno dei Tour de France più incerti degli ultimi tempi si appresta a vivere un ultima settimana dove potrà succedere tutto e il contrario di tutto.

Il favorito rimane il detentore del titolo Chris Froome ma il britannico non sembra di certo nella sua miglior stagione e in salita qualche scricchiolio lo ha mostrato. Chi invece si è dimostrata solida come una roccia è la sua squadra che come prevedibile in montagna si sta dimostrando la più forte e che più di una volta ha tolto le castagne dal fuoco al suo capitano seminando addirittura il dubbio che forse, tanto per fare un nome a caso,  Landa oggi come oggi potrebbe lottare per la vittoria finale.

Ecco il vero rebus da risolvere per gli avversari del campione anglosassone. Se riusciranno a scalfire la forza del Team Sky la possibilità di una sconfitta di Froome crescerebbe in maniera esponenziale.

Ad oggi solo questa soluzione permetterebbe a Fabio Aru, Romain Bardet e Rigoberto Uran di rovesciare il tavolo e andarsene con il malloppo.

Il nostro grande campione d’Italia sta facendo un grandissimo Tour e solo un momento di poca brillantezza nella tappa di Rodez non gli consente dio vestire il simbolo del primato. In quel giorno Aru sorpreso dallo strappo finale ha dovuto cedere con gli interessi la manciata di secondi che avevo preso a Froome nel ultimo km del tappone pirenaico e gli avevano consentito di vestire la “Jaune”. Il suo ritardo dalla maglia gialla di soli 18 secondi gli consente di sognare altissimo ma l’assenza della squadra in montagna potrebbe pagarla cara. In special modo l’infortunio che ha messo fuori causa Fuslgang potrebbe pesare moltissimo nell’economia della corsa.

Romain Bardet a 23 secondi dalla vetta sembra quello con la squadra più adatta per tentare di attaccare il Team Sky, e fino ad ora il capitano della AG2R ha dimostrato di essere molto a suo agio anche in discesa. Più che sull’Izoard potrebbe tentare l’agguato alla maglia gialla nella discesa dal Galibier il giorno prima.

Molto ben messo in classifica anche Rigoberto Uran a soli 29 secondi dal leader, sempre con i primi in montagna e da non sottovalutare a cronometro dove è tutt’altro che sprovveduto.

Fuori dai giochi ormai Contador e Quintana. Il primo paga ormai una carriera sfiancante e giunta al capolinea, il secondo invece ha completamente sbagliato programma invernale pensando di essere competitivo sia al Giro che al Tour. Così facendo rimarrà con un pugno di mosche in mano.

Impressione è che non troverà mai più un Froome così attaccabile.

Nella seconda settimana da segnalare un percorso forse sottovalutato e che invece nelle tappe di mezza montagna ha offerto spettacolo e colpi di scena in continuazione e le volate di un Marcel Kittel in giocabile a questi livelli.

 

Vediamo nel dettaglio la situazione delle varie classifiche:

Maglia Gialla: Chris Froome comanda con 18 secondi su Fabio Aru grazie al blitz di Rodez dove il capitano Astana che gli aveva sottratto la maglia gialla un paio di giorni prima sui Pirenei ha attraversato un piccolo momento di crisi di gambe e di testa perdendo da tutti i suoi diretti avversari in classifica. Ma, ormai, senza squadra per Fabio forse non tutti i mali vengono per nuocere.

Terzo per ora Romain Bardet a 23 secondi, anche lui ad oggi grandissimo protagonista e speranza francese di aggiornare l’albo d’oro transalpino fermo al 1985 di Bernard Hinault. Impresa difficile ma non impossibile.

Quarto Rigoberto Uran a 29 secondi. Il colombiano, vera sorpresa di questo Tour ha davanti a sé l’occasione della vita. Il 30enne colombiano 2 volte sul podio al Giro d’Italia ma mai protagonista in Francia se riuscirà a non perdere tempo nelle due tappe di montagna dell’ultima settimana potrebbe raggiungere il podio di Parigi essendo superiore a Bardet e Aru contro il tempo. Se vorrà qualcosa in più dovrà attaccare Froome sull’Izoard.

Quinto Daniel Martin a 1.12 che si è ripreso dalla caduta che causò poi il ritiro di Porte. Da non sottovalutare sembra in crescita.

Al sesto posto il jolly di casa Sky, Mikel Landa è a 1.17 dal suo capitano ma l’impressione è che se corresse per un’altra squadra sarebbe ben più in alto in classifica.

Con una “scorta” di tale valore Froome ha molto più di qualcosa degli avversari.

Seguono poi Simon Yates e Meintjes che sembrano più interessati alla maglia bianca che ad attaccare la gialla.

Nono un dignitosissimo Alberto Contador a 5.37, decima l’altra sorpresa azzurra Damiano Caruso, praticamente ora capitano della BMC a 6.05

 

Maglia a pois: La maglia a pois è meritatamente sulle spalle di Warren Barguil, sempre all’attacco su ogni cavalcavia, il corridore della Sunweb conduce con 116 punti. Ormai lontanissimi gli avversari con il croato Primoz Roglic secondo a 38 e Thomas De Gendt terzo a 36.  I big sono attorno ai 20-25 punti (Froome, Aru, Martin  e Contador) e le montagne da qui alla fine non saranno moltissime, per cui il francese a meno di catastrofi sarà sul podio a Parigi.

Maglia verde: Il discorso della classifica a punti che sembrava morto e sepolto e tranquillamente nelle mani di  Marcel Kittel si è riaperto grazie alla tenacia di Michael Matthews. Il corridore australiano, combattente nato, oltre a cercare di entrare nelle fughe per guadagnarsi i punti degli sprint intermedi, ha vinto la tappa di Rodez un po’ a sorpresa ed ora ha portato il distacco dal re delle volate a 79 punti. 373 per Kittel, 294 per l’aussie.

Tedesco chiaramente ancora favorito ma discorso non ancora chiuso del tutto.

Gli altri distano anni luce con Greipel terzo a quota 187 e alla ricerca almeno di una vittoria di tappa che al Tour centra ininterrottamente dal 2011. Quarto Kristoff e quinto il nostro Colbrelli a 128.

 

Maglia Bianca: Nella classifica dei giovani il duello è ormai ristretto a due corridori.

Conduce Simon Yates con 3.07 di vantaggio su Meintjes. I due compresi nei primi 10 della classifica generale si giocheranno presumibilmente il primato nelle 2 tappe sulle Alpi che mancano con l’inglese della Orica chiaramente favorito e intenzionato a tenere in casa Yates il simbolo del giovane più bravo dopo il successo di Adam del 2016.

Gli altri sono tutti distanti oltre i 10 minuti con Latour terzo a 11.39, Buchmann quarto a 17.35 e Guillaum Martin quinto a 25.26.

Da segnalare il buon nono posto del nostro Bettiol a 1.42.20 all’esordio sulle stradi francesi

A una settimana dal termine sono tre le tappe che cambieranno la classifica. In ordine di tempo si inizierà Mercoledì con la tappa di 183 km che porterà i corridori da La Mure a Serre Chevalier con Croix de Fer, Telegraphe e Galibier a 28 km dall’arrivo, si continuerà giovedì con l’ultimo arrivo in salita sull’Izoard dopo aver scalato il Vars ai meno 50 e infine l’ultimo appello sarà la breve cronometro vallonata di Marsiglia di 22.5 km.

Chris Froome rimane il favorito, la sua squadra è la più forte e in casa Sky hanno anche l’opzione numero 2,  ma il suo margine di vantaggio sui suoi diretti avversari è risicato. E per una volta non dovrà marcarne solo uno. Non potrà sottovalutare nessuno dei primi.

Le nostre speranze si concentrano in Fabio Aru che seppur apparso meno brillante nella seconda settimana rispetto alla prima, ha ancora qualche carta da giocare anche se il suo handicap a cronometro lo costringe a compiere una vera e propria impresa in montagna, magari sul Galibier dove 19 anni fa un altro scalatore azzurro sconvolse tutti i pronostici con un impresa d’altri tempi che lo portò a trionfare a Parigi.

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