Promossi, bocciati e rimandati di Wimbledon

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Il torneo di Wimbledon, terzo Slam dell’anno, è andato in archivio con l’ottavo trionfo – record assoluto – di Roger Federer. Un torneo (per molti) non troppo entusiasmante, ma di certo non si può imputare la mancanza di spettacolo al vincitore che è stato probabilmente l’unico a prepararlo come si deve.

I primi della classe sono sicuramente Roger Federer, Marin Cilic e Tomas Berdych. Se sul primo non spenderemo troppe parole rispetto a quelle che avrete già sentito e letto in giro, sugli altri due ci soffermeremo un po’. Indubbiamente Cilic è stato il migliore della parte superiore del tabellone, in maniera silenziosa è arrivato alla seconda settimana, mentre ancora in molti guardavano con buon occhio Nadal e Murray, non li ha affrontati il croato ma probabilmente avesse tenuto alto il livello di gioco non ci sarebbe stata chance per i contendenti al numero uno del mondo in questa settimana. Situazione simile per Berdych, anzi Berdych era il Cilic della parte bassa in mezzo a molti più campioni ed una leggenda svizzera. Il ceco al contrario del croato è riuscito a giocarsi le sue possibilità contro Federer ma è in pratica rimbalzato sul muro di colui che detiene il record di Slam.

Subito a seguire troviamo Querrey, Muller e Nadal. Sono quelli rimandati anche se non siamo sicuri avranno modo di ripresentarsi al prossimo “appello”. Per Muller pesa l’età, per Nadal forse pure. Muller comunque non sappiamo quanto avrebbe potuto fare in più nel suo quarto di finale anche si fosse riposato, Nadal ha avuto una ghiotta occasione, ma tornare nella seconda settimana dello Slam londinese forse non è stato abbastanza per ritrovare il suo gioco da erba e quando è stato in difficoltà ha giocato da terra. Entrambi possono tornare, ma quella di quest’anno sembrava essere già un’occasione da non sprecare almeno per raggiungere la finale. Querrey invece ha fatto tutto bene, solo deve aggiungere qualcosa in più. Su questi campi il suo servizio, dritto e voleé sono stati super efficaci, ma quando affronti un giocatore che serve come te devi pure rispondere.

Passiamo ai bocciati Raonic, Dimitrov e Wawrinka. I primi due hanno perso per mano di Federer, ma non è tanto la sconfitta quanto le modalità, entrambi non sono mai stati in partita, si sono lasciati giocare da Federer, ma le loro occasioni per fare bene sono queste, per avanzare, per prendere fiducia e l’abitudine a battere i più forti. Non stiamo dicendo che avrebbero dovuto vincere contro l’elvetico o addirittura il torneo (anche se una volta passato l’ostacolo rosso-crociato a quello dovevano puntare), ma prendere tre set a zero è davvero demoralizzante. Quanto a Wawrinka è l’unico Slam che non ha vinto e un perché c’è, certo uscire al primo turno dopo la finale al Roland Garros…

Per ultimi gli ‘sciancati’, pardon gli infortunati, Murray, Djokovic e Kyrgios. Per i primi due, che si sono fin qui ostinati a giocare sui propri acciacchi, forse adesso arriverà il momento della pausa, della sosta, del riflettere e ricaricare le batterie. Cosa che sembra aver già fatto Kyrgios, ritiratosi al primo turno è andato subito a spassarsela, pizzicato dai tabloid inglesi. Ecco diciamo che bisogna trovare un punto di mediazione tra i due modi di intendere la professione, a Murray e Djokovic farebbe bene svagarsi un po’, a Kyrgios farebbe bene soffrire un po’ di più in campo.

Ultima nota sui campi, che si siano rovinati peggio degli altri anni è sotto gli occhi di tutti i tifosi che seguono il torneo abitualmente. Che siano ogni anno sempre più lenti non possiamo dirlo, da casa è difficile e se consideriamo che in quarti sono arrivati giocatori come Muller, Querrey, Cilic, Raonic e Berdych (con tre FabFour), tutti e cinque dotati di spiccate doti offensive e servizi pesanti così lenti questi prati non erano.

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Roma, ma sono nato in provincia di Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata al ciclismo grazie al mio concittadino Vincenzo Nibali e ad altri sport. Le Olimpiadi per me sono un'orgia sportiva. Oltre a scrivere e dirigere LoSportOnline ho anche partecipato alla fondazione di Blog34 (piazza virtuale studentesca di Messina, di cui vado molto fiero) e collaborato con OkCalciomercato, curando la rubrica "The Italian Job".

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