GP Gran Bretagna: Hamilton profeta in patria, le Ferrari “bucano” la gara

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Pole, vittoria e giro veloce, per Lewis Hamilton trionfo assoluto in casa, doppietta Mercedes con Bottas che rimedia alla sostituzione del cambio e la conseguente penalità in griglia grazie alla sfortuna che colpisce entrambe le rosse di Maranello negli ultimi giri. Vettel da terzo si ritrova settimo, ma resta comunque leader nella classifica iridata per un solo punto.

LA CRONACA – La gara almeno per il leader del mondiale Sebastian Vettel si è decisa in partenza. Un leggero fumo bianco spuntava dalla sua monoposto poco prima dello spegnimento dei semafori e la reazione non è state delle più veloci e così Verstappen dopo una battaglia di appena mezzo giro s’è trovato tra le due Ferrari, mentre Hamilton in testa ha preso subito il largo.

Anche Raikonnen, che ha mantenuto al seconda piazza in partenza, ha un buon ritmo e Vettel ingaggia un duello con Verstappen che ovviamente non cede, mentre Bottas è già in cosa ai due. Il tedesco della Ferrari è così costretto ad anticipare il pit stop e superare Verstappen dopo la sua sosta ai box, intanto dal fondo della classifica Ricciardo ha già cominciato e sta continuando la sua rimonta.

Nel finale sembra ormai fatta per Hamilton, per la seconda posizione di Raikonnen anche, Vettel e terzo ma deve difendersi con gomma gialla da Bottas che ha gomma rossa, il finlandese sulla freccia d’argento alla fine riuscirà a superare in pista il campione del mondo tedesco, poi arriva la sfortuna ha rovinare entrambe le gare dei ferraristi: prima Raikonnen, poi Vettel forano l’anteriore sinistra e se Kimi riesce a rientrare subito ai box e concludere comunque sul gradino più basso del podio, per Vettel la situazione peggiora molto relegandolo al settimo posto.

I 3 SPUNTI:

  • Hamilton è forte ma è anche troppo arrogante e si punge facilmente. A gara ormai vinta decide di voler strappare il giro veloce al compagno di squadra Bottas, chissà che questo suo voler essere predominante in ogni ambito non lo porterà a fare errori in pista o danneggiare i componenti, già settimana scorsa ha rotto il cambio, perché ora sforzare il motore della sua vettura se hai già ampiamente la vittoria in tasca?
  • Bottas è seconda guida e si è visto quando il compagno di squadra è uscito dal pit stop, dove il 77 è stato attentissimo a non ingaggiarlo. Ma nella corsa al mondiale non è per nulla distante e ha già (stra)vinto due gare, oggi si è posizionato secondo ma puntare al titolo non credo sia un’eresia per lui. Non può essere aggressivo come Rosberg ma se ad un certo punto ne avrà la possibilità ci proverà eccome.
  • Abbiamo avuto una risposta da parte di Kimi, in realtà ogni GP “l’altro” ferrarista è sempre giudicato, paragonato al compagno di squadra, stavolta la buonissima gara l’ha fatta lui, dalla qualifica, poi la sfortuna ha colpito entrambi, ma lui è comunque andato a podio. Ben fatto.

IL MIGLIORE – Daniel Ricciardo, parte in fondo con Alonso (ovviamente ritirato per “no power”) la sua rincorsa è lunghissima ma con un po’ di fortuna si piazza quinto, votato anche come miglior pilota e avremmo voluto vedere.

IL PEGGIORE – I peggiori sono in casa Toro Rosso al primo giro i due piloti, Kvyat e Sainz, si toccano compromettendo le gara di entrambi, a farne le spese maggiori è lo spagnolo, ma la colpa è di tutta la scuderia e dell’ambiente probabilmente.

VOTO GARA – Per le emozioni potrebbe anche starci un 7. Ok che sorpassi davanti non ce ne sono stati troppi o comunque arrivati in modo abbastanza facile, ma vi ricordate un Gran Premio con più sorprese nel finale? Beh in confronto a quello che è successo stavolta non credo proprio.

IL MOMENTO PIÙ BELLO – Beh se dovremmo parlare del weekend  in generale senza ombra di dubbio la “P, one!” di Fernando Alonso in Q1. Se dobbiamo parlare solo del giorno della gara mettiamo il duello Vettel-Verstappen dei primi giri che ha condizionato la gara, dopo le battaglie dello scorso anno rivederli quasi a contatto quest’anno, col tedesco che da leader mondiale e tutto da perdere, non si tira indietro è stato un gran momento di competizione.

Prossimo appuntamento in Ungheria tra due settimane, 28-30 luglio, prima della sosta estiva.

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Roma, ma sono nato in provincia di Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata al ciclismo grazie al mio concittadino Vincenzo Nibali e ad altri sport. Le Olimpiadi per me sono un'orgia sportiva. Oltre a scrivere e dirigere LoSportOnline ho anche partecipato alla fondazione di Blog34 (piazza virtuale studentesca di Messina, di cui vado molto fiero) e collaborato con OkCalciomercato, curando la rubrica "The Italian Job".

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