L’Ammiraglia – Aru&Fuglsang: come la doppia carta può scardinare Froome

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Siamo al Tour De France, siamo alla seconda settimana e di conseguenza la classifica ha assunto una fisionomia ben più precisa, sia per le cadute che per i reali valori in campo. E vedendo l’elenco della classifica generale osserviamo come ci sono ben due Astana nella Top 5: Fabio Aru, primo rivale di Froome a 18″, e Jakob Fuglsang, recente vincitore al Delfinato e al momento quinto classificato a 1’37”, con molti rivali staccatissimi o naufragati.

E in casa Astana questa situazione è fantastica: se si vuole puntare a scardinare Re Froome, quale migliore occasione, soprattutto dopo quello che hanno combinato i due alfieri al Delfinato, permettendo a Fuglsang di trionfare grazie anche al sacrificio di Aru. E questa situazione può ripetersi, seppur a parti invertite, anche al Tour, anche se chiaramente la posta in palio è più alta e soprattutto il Team Sky è di un altro pianeta (basti pensare che Henao, Nieve e Landa sarebbero capitani altrove). Però in ammiraglia Kazaka abbiamo un genio in quanto a strategie come Martinelli che saprà studiare le mosse giuste per far cadere il “castello Sky”. In che modo? Proviamo ad elencarli:

-Intanto ci deve essere volontà di Aru e Fuglsang di sacrificarsi tra di loro rinunciando magari al proprio piazzamento personale per la squadra e per provare a cercare il bottino grosso: non è una cosa semplice soprattutto pensando che Fuglsang è venuto al Tour per fare il capitano, e non per essere sacrificato, e che Aru non disdegnerebbe il podio francese, unico che gli manca tra i tre Grandi Giri. Se c’è sacrificio e unità, si possono fare grandi cose.
-Il Team Sky corre unicamente intorno a Froome, non manda uomini in fuga ed è troppo “computerizzata”, non dando spazio a sensazioni. Però oggettivamente, rispetto all’Astana, è di un altro pianeta. L’unico modo per provare a scardinare la squadra di Froome è l’effetto sorpresa e le imboscate: attacchi telefonati nell’ultima salita servono a ben poco, più utile attaccare da lontano. In tal senso avere la doppia carta è fondamentale: uno può partire, magari supportato dai compagni che vanno in fuga, e l’altro stare a ruota con la speranza che così gli Sky e Froome stesso si spremano. Va male? Quello che si è risparmiato è più fresco. Ecco, partire “a turni” può essere l’arma che può innervosire Froome, se poi Henao, Landa e Nieve saranno duri a morire, complimenti a loro, ma se non ci si prova? In tal senso, l’assenza di Thomas può pesare, in positivo per l’Astana. Le due tappe Pirenaiche sono adatte in tal senso, con il Port De Bales e il Telegraphe trampolino di lancio per anticipare, a costo di saltare.
Qualche alleanza con altre squadre con interessi comuni: Romain Bardet penso voglia regalare un sogno ai francesi dopo il secondo posto dello scorso anno, perciò ha tutto l’interesse di poter provare a scardinare la Sky, sfruttare il lavoro della sua squadra, ben più forte, può essere prezioso. Ma non solo: non dimentichiamo l’orgoglio dei delusi della prima settimana. Chaves, Contador e Quintana potrebbero provare a partire da lontano per ribaltare la classifica e/o per vincere almeno una tappa: qui può entrare in gioco il fattore interessi comuni. Come dire “collaboriamo insieme forte e ti cedo la tappa”, e l’Astana una tappa ce l’ha quindi non disdegnerebbe questa soluzione pur di staccare Froome.
-Come molti hanno notato, Froome è apparso forte e competitivo, ma non il cannibale delle ultime edizioni. Nelle due tappe significative, per il momento, Aru è parso più forte e quando Froome è partito sul Mont Du Chat è riuscito a staccare il sardo che però è rientrato (e di certo la Jaune non avrà rallentato avendo tutti gli interessi a staccare il rivale più diretto) poco dopo, segno che Froome non ne aveva per staccarlo con Porte, Uran e Bardet facilmente a ruota quando gli altri anni li staccava con le solite “froolate”. Ecco, con un po’ di coraggio si può provare a farlo saltare: non sarà facile, ma sicuramente nel Keniano Bianco ci sarà qualche incertezza in più rispetto al passato dove si sentiva invicibile.
-La presenza della cronometro di Marsiglia induce ai due alfieri Astana, se vogliono il bottino grosso, ad avere almeno un minuto di vantaggio su Froome, nettamente favorito in quella tappa. Essendo una crono non lunga, a fine Tour e con una salita di mezzo, penso possa essere sufficiente quel minuto. Quindi per Aru non è un ostacolo insormontabile, più per Fuglsang ma con l’unità di squadra si può provare a ribaltare una situazione non impossibile.

Sarà poi la strada a parlare e ci saranno tantissime altre variabili in gioco e soprattutto non sottovalutiamo le tappe sulla carta “facili”: sono quelle le più insidiose e dove le trappole sono dietro l’angolo….di certo, se la musica sarà la stessa del Delfinato, il  Team Sky non dormirà sonni tranquilli e noi telespettatori possiamo sperare nell’orgoglio italiano e sardo.

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