Tour 2017 – Froome già padrone ma Aru c’è

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Il Tour de France chiude la sua prima fase di nove tappe con poche conferme e molte sorprese sia negative che positive.

Chris Froome come ampiamente pronosticato alla vigilia continua ad essere il favorito naturale della corsa anche se le prime nove tappe non hanno ancora dato una risposta definitiva in chiave vittoria finale.

Dopo questa prima parte di corsa indossa la maglia gialla, ma in salita dove probabilmente rimane ancora il più forte o quasi, non ha dimostrato la forza e la sicurezza dei tempi migliori.

Sui Vosgi è stato sorpreso in salita da un grande Fabio Aru e nelle due tappe sul massiccio dello Jura ha sempre menato la danza ma non è stato illegale e il suo passo in salita non è di quelli, almeno per ora, che possa fare il vuoto assoluto.

La sorpresa positiva per i nostri colori è rappresentata da un Fabio Aru tirato a lucido come non mai che sulle impegnative pendenze affrontate fino ad ora, ha sempre cercato di attaccare, e salvo gli ultimi 2 km del Mont du Chat è stato il migliore.

Il secondo posto nella generale è già un ottimo risultato e il suo distacco dalla maglia gialla di soli 18 secondi contribuiscono a coltivare un sogno forse non impossibile. La crono di Marsiglia nell’ultima settimana è lunga poco più di 20 km e potrà sicuramente limitare i danni dagli specialisti e da Froome. Rimane chiaramente il grosso problema di dover cercare di staccare il britannico nelle salite (poche) che rimangono da qui alla fine e non sarà per nulla facile.  Chiave di volta potrebbe risultare Fuglsang, ben messo nella generale, se dall’ammiraglia Astana faranno le cose per bene.

Bene in questi primi giorni anche Romain Bardet e Rigoberto Uran. Il francese capitano della AG2R ha tenuto ottimamente in salita e ha fatto i numeri in discesa, il colombiano della Cannondale da par suo ha compiuto un numero a Chambery con la vittoria in volata con il cambio rotto. Se riesce a tenere anche nelle prossime salite, dei primi in classifica dopo Froome è quello che ama di più le gare contro il tempo e se a Marsiglia sarà in corsa, potrebbe essere pericoloso sottovalutarlo, almeno in ottica podio.

Sorpresa negativa di questi primi giorni è stata sicuramente Alberto Contador, ormai sul viale del tramonto incapace di tenere le ruote dei migliori in salita, suo punto di forza. Tagliato ormai fuori dai giochi dopo la scoppola presa ieri a Chambery lo si aspetta in qualche tappa. Non merita di finire quello che sarà forse il suo ultimo Tour in maniera così anonima.

Non ancora tagliato fuori dai giochi ma sicuramente in grossa difficoltà è Nairo Quintana. Probabilmente la partecipazione al Giro in ottica Tour gli ha fatto più male che bene ed ora più di 2 minuti da recuperare a Froome sono già molti.

Sia sulla Planches des belles filles che sul Mont du Chat ha tentato di rimanere con i migliori e almeno all’inizio ci è riuscito, poi però sui cambi di ritmo ha pagato dazio. Non è naufragato perché ha lottato fino alla fine ma l’impressione è di un Nairo non in grande forma e per di più l’assenza forzata di Valverde in queste tappe potrebbe averla pagata più di quanto ci si aspettasse.

Purtroppo nelle cose negative di questo inizio Tour non vanno dimenticati i ritiri causa cadute di Valverde nel prologo, di Thomas che ha vestito anche la maglia gialla e soprattutto quello di Porte che sembrava l’avversario più adatto ad attaccare il suo vecchio amico Froome.

Paurosa la sua caduta nella discesa sul Mont du Chat ma la colpa è solo del tasmaniano.

Capitolo a parte meriterebbe l’esclusione del Tour di Peter Sagan da parte di una giuria cieca al termine di una volata accesa e senza esclusione di colpi ma non peggiore di tante altre che si vedono in ogni grande Giro

 

Vediamo nel dettaglio la situazione delle varie classifiche:

 

Maglia Gialla: Chris Froome dunque veste il simbolo del primato conquistato al termine della salita della Planches des Belles Filles che ha visto la grande impresa di Fabio Aru ora secondo a 18 secondi dal leader.

Terzo per ora Romain Bardet a 51 secondi autore di una prima parte di competizione corsa alla garibaldina.  Sotto il minuto di distacco anche Rigoberto Uran al quarto posto a 55 secondi e vincitore rocambolesco a Chambery

Chiude la top-five Jakob Fuglsang a 1.37. Il danese compagno di Aru e vincitore del Delfinato potrebbe essere una carta decisiva da giocarsi in casa Astana.

Sesto Daniel Martin a 1.44 anche lui ottimo in salita ma la caduta in discesa di ieri non gli ha consentito di arrivare con i primi altrimenti la sua posizione in generale sarebbe sicuramente migliore.

Nella top-ten anche Simon Yates e Quintana a circa 2 minuti. Landa nono a 3.06 e chiude Bennett sorpresa di questa prima parte, decimo a 3.53

Maglia a pois: Dopo il primo arrivo in salita, la maglia a pois è sulle spalle di Warren Barguil, sfortunato nel photo-finish ieri a Chambery, ma grazie alla fuga iniziale è riuscito a raggranellare un bel gruzzoletto.

60 i suoi punti. Il doppio del secondo, il cronomen croato Primoz Roglic che ha dimostrato di non essere proprio l’ultimo degli arrivati in montagna. Seguono Vuillermoz con 27, Daniel Martin con 23 e Mollema con 18. Situazione ancora fluida con molti punti in palio nelle ultime due settimane anche se gli Hors Categorie da qui alla fine saranno solo 4. Port de Balles, Galibier, Croix de Fer e Izoard.

Maglia verde: Nella classifica a punti conduce Marcel Kittel a quota 212. Il tedesco della Quick Step vincitore di 3 tappe è ora il favorito numero uno per portare la maglia a Parigi. Avvantaggiato prima dalla squalifica di Peter Sagan e poi dall’esclusione di Arnaud Demare finito fuori tempo massimo, Kittel dovrà presumibilmente temere solo il connazionale Greipel lontano a quota 130 e Michael Matthews secondo a quota 160 ma abile a infilarsi nelle fughe per guadagnare punti anche ai traguardi intermedi snobbati dal leader. Gli altri ormai sono fuori dai giochi.

Kristoff è quarto a quota 113, quinto il nostro Colbrelli a 73

Maglia Bianca: Nella classifica dei giovani troneggia al primo posto Simon Yates. Il corridore della Orica-Scott autore finora di un Tour senza luci né ombre ha circa tre minuti di vantaggio su Louis Meintjes. Terzo Latour a 3.28. Quest’ultimo presumibilmente dovrà correre in appoggio al capitano Bardet e dunque la sfida sembra ristretta ai primi due.

Lontanissimi gli altri con Buchmann quarto a 6.44 e Guillaum Martin quinto a 13.21.

Sesto è Benoot a 16.42. Gli altri sono a più di mezz’ora con Mc Carthy decimo a 52.17.

Sulla carta ora le tappe che potrebbero rivoluzionare la classifica sono quattro

In ordine di tempo la prima sarà la tappa pirenaica con arrivo a Peyragudes giovedì prossimo con il Peyresoudre a meno 5 e il Port de Balles a meno 30. Colpevolmente ignorati Tourmalet ed Aspin

Ci sarà poi l’arrivo a Serre Chevalier alla tappa n.17, dopo aver scollinato Croix de Fer a inizio tappa e soprattutto Galibier con i suoi 2.642 mt slm a 28 km dall’arrivo. Da non sottovalutare in mezzo anche il Telegraphe con pendenze medie superiori ai primi due. L’indomani arrivo in salita sul mitico Izoard. Salita dura ma non impossibile con pendenza media attorno al 7-8%

Il penultimo giorno ci sarà poi la crono di Marsiglia non completamente piatta di 23 km.

Riassumendo il tutto. Froome favorito abbastanza chiaro ma gli altri, Aru & Bardet in primis hanno le armi per provarci. Il primo con l’aiuto di Fulsgang, il secondo con quello della squadra inferiore solo al Team Sky. Ci sarebbe poi Quintana nono ad un distacco ancora recuperabile ma sembra il lontano parente del miglior Nairo. Comunque l’impressione di ieri con tutti che collaborano per riprendere Bardet invece di lasciare il compito sulle spalle della maglia gialla, fa pensare che molti pensino già adesso a curare il proprio orticello invece che cercare il colpo grosso

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