GP Austria: tra partenze perfette, bandiere blu e una Red Bull rinvigorita

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Dopo un GP di Baku a dir poco infuocato, il circus della Formula 1 è sbarcato in Austria pronto per un altro weekend di emozioni e sorpassi. A Spielberg, tuttavia, questi due elementi sono mancati per quasi tutto il weekend: i distacchi abissali in termini di prestazioni hanno portato a una gara povera di duelli e ricca di noia. Eppure, dopo le qualifiche del sabato, i presupposti per una gara scoppiettante c’erano eccome: Bottas in pole, le Ferrari subito dietro, Hamilton ottavo per un problema al cambio e le Red Bull pronte a fare l’exploit. Allo start succede un po’ di tutto: Bottas parte al limite della penalità e scappa via, Vettel si difende mentre Kimi perde qualche posizione; Kvyat sperona sia Alonso che Verstappen, Hamilton si sbarazza facilmente delle Force India e si mette all’inseguimento dei più forti. Da lì fino agli ultimi giri, tuttavia, succede ben poco: i primi girano tutti su tempi simili, e ciò non permette loro di avvicinarsi a chi sta davanti e tentare il sorpasso. Alla fine, Vettel recupera costantemente su Bottas, ma il finlandese tiene duro come in Russia e si prende la seconda vittoria in carriera, davanti al tedesco della Ferrari e a Daniel Ricciardo, che riesce a difendersi dagli attacchi di Lewis Hamilton, quarto al traguardo. “Solo” quinto Kimi Raikkonen, lento all’inizio e vittima di problemi alla mappatura del motore alla fine; seguono un ottimo Grosjean, le Force India di Perez e Ocon, Massa e Stroll.

I TRE SPUNTI
1. La Red Bull è – finalmente – competitiva. Già a Baku avevamo visto la scuderia di origine austriaca essere molto più competitiva rispetto a inizio stagione; sul tracciato di casa, in Austria, Ricciardo gira per tutta la gara come Ferrari e Mercedes, dimostrando il vero potenziale di queste vetture. Quando Verstappen avrà un po’ più di fortuna, saranno dei clienti molto pericolosi.
2. Valtteri Bottas c’è e non solo per il ruolo da gregario. Weekend perfetto quello del finlandese: pole e vittoria guidando la classifica per ogni giro. Se continua così, Bottas non solo sarà utile alla Mercedes per il campionato costruttori, ma si candida anche come “terzo incomodo” per quello piloti.
3. Il circuito è troppo corto per una gara di Formula 1. Poco più di 15 giri e già c’erano i primi doppiati; alla fine, solo i primi 6 hanno concluso a pieni giri: troppe bandiere blu che hanno anche influenzato battaglie e ritmi gara, penalizzando ad esempio Hulkenberg, costretto ad un pit stop anticipato e impossibilitato a fare la sua gara per colpa delle bandiere blu.

IL MIGLIORE: Valtteri Bottas. Arriva in Austria dopo la grande rimonta di Baku; in qualifica si prende la pole, in gara comanda dall’inizio alla fine e stringe i denti negli ultimi giri: bravo!

IL PEGGIORE: Daniil Kvyat. Torna alle vecchie abitudini e fa strike in curva 1: incommentabile.

VOTO GARA: 5/10. Si salvano solo lo start e gli ultimi giri, decisamente più avvincenti di una gara nel complesso noiosa e povera di azione.

IL MOMENTO PIU’ BELLO: difficile trovarne uno… la difesa di Ricciardo su Hamilton è stata comunque fondamentale e anche ben eseguita, come ci si aspetta dall’Australiano, che conquista il quinto podio consecutivo.

Poco tempo per discutere di questa corsa: settimana prossima si corre in Gran Bretagna, terra di molti team e – soprattutto – di Lewis Hamilton, che dovrà riscattarsi dopo due gara piuttosto sottotono per i suoi standard.

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