Brevi riflessioni durante un caldo Middle Sunday

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Seconda settimana nel tabellone maschile  Nella parte alta abbiamo ancora il numero uno e campione in carica Murray, che ha trovato grosse difficoltà contro il nostro Fognini, per farvi capire lo splendido momento d’oro dello scozzese. Nessuna difficoltà al momento, direttamente proporzionale al peso degli avversari, per Nadal e lo spagnolo sembra lanciato verso una seconda settimana ancor più comoda: la semi con questo Murray, il campo in terba, il rodaggio nelle due settimane. Cilic o Querrey gli unici che possono provare, non riuscire, a rompere monotonia e noia, anche se c’è poco da fidarsi.
Passiamo alla parte bassa molto più nutrita, Raonic-Zverev A., Dimitrov-Federer, Thiem-Berdych, Mannarino(?!)-Djokovic. Lungi da noi voler commentare il sorteggio però ci sarebbe da commentarlo. Già soltanto per constatare che Djokovic affronterà Mannarino, il serbo non è sembrato in ottima forma. Poi abbiamo quello che per molti è il favorito, era per come non ha impressionato, Federer, un tabellone che è una corsa ad ostacoli ma sulla lunga distanza. Poi seguono tutti quelli che vogliono fare bene e dovrebbero anche essere aiutati dalla superficie rapida…lo scopriremo tra poco.
Squilibrio tra parte alta e bassa? Diciamo che da lunedì giocheranno tutti lo stesso giorno.

Seconda settimana nel tabellone femminile – Da quanto Serena Williams si è fermata per portare avanti la gravidanza regna sovrana l’incertezza nel tennis in rosa, confermata da una lotta al vertice quasi “al contrario”. Da Indian Wells in ogni torneo importante si presenta la possibilità di cambi in vetta ma nessuna delle favorite fino ad ora è riuscita ad approfittare della perdurante crisi di risultati di Angie Kerber. Ultima in ordine cronologico è Karolina Pliskova, al momento numero 1 ma per poterlo essere ufficialmente da lunedì prossimo deve sperare che Halep e Kerber non facciano rispettivamente semifinale e finale. Per il resto tutto è possibile in un tabellone così apparentemente equilibrato già dagli ottavi: solo Venus Williams e Johanna Konta (peraltro due tra le più probabili vincitrici dei Championships) sembrano avere un turno teoricamente più agevole. Molto interessanti l’ottavo alla ricerca della fiducia perduta tra Kerber e Muguruza, quello tra le veterane Radwanska e Kuznetsova, senza dimenticare le sfide tra le rising stars Ostapenko (fresca vincitrice a Parigi) e Svitolina, e tra le due top players Azarenka e Halep, quest’ultima alla ricerca della prima posizione mondiale.

Questione campi – Ha tenuto banco per tutta la prima settimana la polemica riguardante i campi, e anche comprensibilmente. L’infortunio a Bethanie Mattek Sands è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso ma la colpa non può essere data all’organizzazione. Già da lunedì, quando Murray si apprestava a calcare l’erba del Centre Court inaugurandolo per l’edizione 2017 dei Championships, i più acuti osservatori avranno notato, scrutando il prato, che non fosse lo stesso degli anni passati: molto più secco e di conseguenza propenso a rovinarsi con largo anticipo rispetto alle ordinarie tempistiche. Ecco infatti come, appena un paio di game dopo l’inizio del match, il campo iniziava a perdere ciuffi d’erba a vista d’occhio diventando meno uniforme e più pericoloso. Situazione non dissimile negli altri campi e tale da provocare molte lamentele da parte dei giocatori. Tuttavia, questo è uno dei casi in cui “non è colpa di nessuno”: è stato confermato dall’organizzazione (e sinceramente non dovrebbero esserci motivi per non crederci) che la preparazione dei campi è avvenuta nello stesso identico modo degli anni precedenti, senza alcun tipo di modifica ancorché minima. È sotto gli occhi di tutti, invece, come ad influire in via decisiva sulla crescita e la tenuta dell’erba sia l’insolita elevatissima temperatura che ha accompagnato questa prima settimana londinese: l’assenza di pioggia e gli insoliti picchi di 35 gradi hanno impedito all’erba di stabilizzarsi al meglio. Prova lampante del fatto che “il cambiamento climatico non esiste” (ogni riferimento a presidenti americani è puramente casuale).

Questione montepremi – Si è parlato non solo del gioco ai Championship ma anche di alcuni comportamenti e le dichiarazioni, in particolare di Bernard Tomic, in conferenza stampa dopo alcune sconfitte particolari. La storia è sempre la stessa in tabellone si accede con la classifica e anche venendo sconfitti nel match di esordio ci spetta un cospicuo montepremi.
Tomic si sarà espresso malissimo, ma d’altronde abbiamo capito da un po’ che non abbia voglia di giocare e che lo fa per “sopravvivere” probabilmente non saprebbe cosa fare, ma altri l’hanno fatta in maniera meno sporca: si sono presentati e hanno offerto prestazioni al di sotto delle aspettative o addirittura menomate con conseguente ritiro a match in corso. Il punto è chiaro chi ha la classifica non è tenuto a lasciare il posto e i soldi a qualcuno che non la merita, il fatto che questo torneo sia speciale solo perché c’è l’erba non dovrebbe renderlo diverso dal resto dei tornei del circuito.

Fausto Consolo & Simone Milioti

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