Vettel vs Hamilton, la battaglia infuocata che non cessa di creare polemiche

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Da sempre, le rivalità tra i contendenti al titolo di campione del mondo sono “contaminate” da episodi che hanno incrinato la relazione tra loro: episodi come i celebri contatti a Suzuka tra Senna e Prost, l’incidente tra Schumacher e Hill ad Adelaide ’94 e quello tra il tedesco e Villeneuve a Jerez ’97 sono solo alcuni esempi di contatti che hanno fatto la storia – principalmente in negativo – di questo sport.

Durante il Gran Premio di Baku, Sebastian Vettel e Lewis Hamilton sono arrivati ai ferri corti: a poche curve dalla ripartenza della Safety Car l’inglese, che aveva comandato la corsa fino a quel punto, rallenta vistosamente all’uscita di una curva; Vettel non riesce a reagire in tempo, e colpisce l’inglese danneggiando la propria ala anteriore. Successivamente, il pilota della Ferrari si affianca a Hamilton, e alza la mano sinistra in segno di frustrazione; contemporaneamente, la sua vettura sterza verso quella dell’inglese. Risultato: secondo contatto e piloti furiosi.

I giudici di gara hanno avuto pochi dubbi: 10 secondi di penalità stop&go per Vettel (quindi in totale circa 25 secondi visto il passaggio ai box obbligatorio), niente penalità per Hamilton. I commenti, specialmente sul web, si sono sprecati: “Vettel merita una squalifica”, “Hamilton ha frenato apposta”, “colpa di entrambi”. Come se non bastasse, la FIA ha convocato Vettel per un ulteriore processo in modo tale da analizzare meglio l’accaduto: il tutto si è concluso con un nulla di fatto, confermando quindi il risultato di Baku; tuttavia, Vettel non dovrà commettere alcuna scorrettezza in Austria, altrimenti verrebbe sanzionato come da regolamento con una squalifica di una gara per troppi incidenti in un anno. Ferrari “contenta”, Hamilton indignato, tanti pareri e tanti dubbi.

Una cosa è certa: Vettel ha sbagliato. Il contatto è stato palesemente volontario ed è stato pericolosissimo; tuttavia, penalizzare lui e non Hamilton è senza dubbio una decisione dubbia. La penalità inflitta a Vettel è corretta, ma qualcosa bisognava fare anche per l’inglese: la FIA ha ufficialmente detto che i dati della telemetria non hanno dimostrato grandi anomalie nell’andamento di Hamilton sotto Safety Car, e inoltre il leader ha il diritto di mantenere l’andatura che predilige prima della ripartenza. Tuttavia, la frenata subito dopo la curva c’è stata ed è stata alquanto “sospetta”: una penalità per questo non sarebbe di certo stata una follia.

Questo episodio è destinato a rimanere nella storia della Formula 1, e il rapporto tra Hamilton e Vettel è oramai incrinato: due campionissimi con forti personalità e anche con qualche screzio tra di loro. Il campionato di quest’anno si preannuncia quindi ancora più infuocato di prima.

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