Il Post-It: la squalifica mediatica di Sagan

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Nella quarta tappa del Tour è capitato di tutto in corsa, in seguito alla pubblicazione dell’ordine d’arrivo e qualche ora dopo, la sera, quando è stato fatto il ricorso dalla Dimension Data e Peter Sagan è stato squalificato.

L’episodio potete vederlo voi stessi, volata Sagan è davanti Cavendish prova a passare il campione del mondo vicino alla transenne che difende la posizione sgomitando, l’ex campione del mondo cade, sbatte sulle transenne e rimbalza in strada provocando la caduta di altri colleghi.

Sagan inizialmente si piazza secondo, penalizzato di 30″ successivamente, fino alla squalifica ufficiale e la conseguente estromissione dalla corsa gialla verso sera. Lungi da noi voler commentare l’operato della giuria – che tra parentesi è la stessa che ogni anno combina danni coi gonfiabili o investe i ciclisti salvo poi annullare neutralizzando anche gli arrivi in salita – vorremmo analizzare le colpe di Sagan e vedere se di colpe si può parlare.

  • Sagan non toglie mai le mani dal manubrio, ce l’hanno ripetuta un miliardo di volte se togli le mani e le usi per altro sei in torto, ma se le mani le lasci sul manubrio solitamente la scampi.
  • Sagan non guarda mai dietro o accanto, probabilmente sa che c’è Cavendish perché i due entrano in contatto, ma non lo cerca volontariamente e crediamo che non si rendesse nemmeno conto che il britannico fosse così vicino alle barriere.
  • Sagan sgomita, cerca di mantenere la posizione, chi non ha mai visto i corridori in volata toccarsi, sgomitare, darsi spallate o proprio ancate molto forti? E’ quasi regolare e fa parte del gioco della volata quindi quello che ha fatto Sagan è assolutamente normale.
  • Cambia traiettoria? Un’altra delle cose che non è permessa nella volata, o comunque a volata lanciata, cambiare traiettoria chiudendo o stringendo troppo un avversario. Sagan non lo fa o meglio è costretto dallo scarto di quelli davanti, che facciamo arriviamo tutti sopra a quello davanti o meglio squalifichiamo pure lui?

La volata di Sagan, ammettendo che certe pratiche siano legittime, è piuttosto regolare, cosa ha reso speciale tutto ciò?

  1. La caduta è arrivata quasi sul traguardo, questo contatto fosse capitato prima forse non l’avremmo neanche visto e quindi non ci saremmo mai posti il problema. E quante cose succedono in corsa non viste dalle telecamere e quindi non sanzionate.
  2. Cavendish cade, sbatte sulle transenne e rientrando in strada provoca la caduta di altri corridori, ma quante volte a seguito di una spallata o chiusura alle transenne un corridore è costretto a rialzarsi o comunque non disputare la volata? Se Cavendish non fosse caduto di cosa stavamo parlando?
  3. Beh ditemi quanti di voi che corrono in bici si infilerebbero in uno buco di 50 cm (forse), a 60 km/h. Solo Cavendish, e questa è una cosa che gli fa onore, però appunto magari Sagan non se lo aspettava interno, magari pensava che avrebbe desistito vedendo che lo spazio era poco (poco, non nullo) e si è infilato lì dove più della metà dei velocisti avrebbe provato a cambiare lato o avrebbe fermato la propria accelerazione.
  4. Cerchiamo di essere intelligenti, perché di intelligenza di sparla, Sagan è davanti che fa si sposta per non far cadere Cavendish? Sconfinando un attimo agli sport di velocità un pilota che si ritrova un avversario in scia in curva prende e gli lascia lo spazio perché semmai quello si infila in uno spazio in cui non può passare si fa male?

Aggiungiamo un video pubblicato dalla Bora Hansgrohe che ci rimostra l’accaduto al rallenty.

Il nostro punto d’arrivo è che ovviamente ha influito molto la telecamera, l’immagine (cruda) ma spettacolare di Sagan che allarga il gomito e Cavendish che cade resta fortemente impressa. Ma sicuramente sono capitate una serie di cose e sono andate tutte storte, 90% delle volate è così e quindi non ci resta che dichiarare che da oggi in poi al Tour chi sgomita in volata, anche con le mani sul manubrio e senza cambiare repentinamente direzione, dovrà essere squalificato anche se non causa la caduta. Perché la squalifica devi darla sul comportamento scorretto che può provocare (e in questo caso è accaduto) o no l’incidente, non è una regola “se succede, è grave”; “se non succede, ma poteva, chiudiamo un occhio”.

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Roma, ma sono nato in provincia di Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata al ciclismo grazie al mio concittadino Vincenzo Nibali e ad altri sport. Le Olimpiadi per me sono un'orgia sportiva. Oltre a scrivere e dirigere LoSportOnline ho anche partecipato alla fondazione di Blog34 (piazza virtuale studentesca di Messina, di cui vado molto fiero) e collaborato con OkCalciomercato, curando la rubrica "The Italian Job".

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