GP di Baku: tra follia, penalità dubbie e polemiche

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L’anno scorso, il GP di Baku si era rivelato un mezzo fiasco, con una gara noiosa dettata dalla “paura” dei piloti di andare a sbattere in questo circuito cittadino strettissimo che si articola tra i grattacieli della capitale dell’Azerbaigian. Quest’anno, invece, il circuito azero è stato teatro di una delle gare più folli e spettacolari non solo della stagione, ma degli ultimi anni. Dopo 51 giri di caos totale, tre Safety Car e una bandiera rossa, è stato a sorpresa Daniel Ricciardo a trionfare: l’australiano è riuscito a evitare gli incidenti e ha vinto la sua quinta gara in carriera. Dietro di lui Bottas passa all’arrivo un incredibile Lance Stroll, che con una gara gestita alla perfezione riesce ad arrivare a podio. Seguono i due rivali per il titolo, Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, autori di uno strano incidente che è costato 10 secondi di stop&go – e la vittoria – al pilota tedesco; Ocon arriva sesto dopo un contatto che ha messo fuori dai giochi il compagno di squadra Perez, mentre Magnussen arriva settimo conquistando ottimi punti per la Haas. Chiudono la zona punti Sainz, Alonso, che finalmente finisce una gara in zona punti, e Wehrlein. A secco rimangono Verstappen, out per un problema al motore; Raikkonen, per un fondo troppo danneggiato dopo i vari contatti in gara, e Hulkenberg, che mentre era in sesta piazza finisce a muro.

I TRE SPUNTI
1. La Red Bull è veloce, ma ancora inaffidabile. La scuderia di Chris Horner ha senza dubbio fatto dei miglioramenti, ma la macchina è ancora troppo inaffidabile. Se Ricciardo, sfortunato in qualifica ma baciato dalla fortuna in gara, è autore di una gara impeccabile a ottimi ritmi, Verstappen è costretto al ritiro per l’ennesimo problema tecnico, stavolta al motore. Per considerarla la terza contendente alla vittoria, c’è ancora da lavorare.
2. Lance Stroll non è un pilota “scarso”, e oggi lo ha dimostrato. Poco importa se sei bravo o no: se entri in Formula 1 grazie ai soldi, sei etichettato da tutti come pilota non meritevole di un posto nel circus. Se poi nelle prime uscite non si guida al meglio, i commenti si sprecano. E invece, dopo i primi punti in carriera in casa a Montreal, il canadese trova un podio insperato. Bravo e fortunato.
3. Le penalità assegnate dai commissari sono sempre più discutibili. Nessuna sanzione a Bottas per il contatto con Kimi, niente anche per Ocon per aver stretto troppo Perez, contatto che ha portato il messicano al ritiro. Hamilton la passa liscia per la frenata in regime di Safety Car, mentre Vettel si prende 10 secondi di Stop&Go (un totale quindi di circa 25 secondi aggiungendo il passaggio dai box) per la reazione ai danni dell’inglese. Sebbene ogni incidente abbia diversi punti di vista, le decisioni sono parse piuttosto discutibili.

IL MIGLIORE: Valtteri Bottas e Lance Stroll. Impossibile scegliere tra i due: il finlandese, dopo un contatto al primo giro con Raikkonen, è scivolato all’ultimo posto con un giro di ritardo; sorpasso dopo sorpasso, Bottas ha risalito la classifica fino al secondo posto finale, con un sorpasso all’ultimo su Stroll. Anche il canadese si merita questo riconoscimento, grazie a una condotta di gara impeccabile: zero errori per lui in tutto il weekend. Bravi!

IL PEGGIORE: Nico Hulkenberg. Un piazzamento in top5, o meglio ancora sul podio, era lì, a portata di mano. E invece il tedesco commette un errore banale per un pilota come lui, e rompe la sospensione: occasione sfumata.

VOTO GARA: 9/10. Gara pazzesca: caos totale dall’inizio alla fine, podio inaspettato e sorpassi a non finire. Ci fosse stata la lotta per la vittoria fino agli ultimi giri sarebbe stato voto massimo.

IL MOMENTO PIÙ BELLO: il triplo sorpasso di Daniel Ricciardo alla ripartenza della Safety Car. Mostruoso!

Tra due settimane si vola in Austria, sul Red Bull Ring: un circuito dove il motore avrà un’importanza preponderante, con Mercedes chiara favorita. Riuscirà la Ferrari a tornare davanti?

 

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