Rafa senza sorprese: il Roland Garros è (sempre) suo

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In un ventoso pomeriggio parigino si è giocata la finale del Roland Garros. Match mai in discussione con lo spagnolo Rafael Nadal che ha vinto contro Stan Wawrinka. Era curioso osservare come entrambi i contendenti non avessero mai steccato l’appuntamento qui in finale. Certo per Wawrinka una sola finale giocata (e vinta) a cui si aggiungono le altrettanti finali giocate e vinte all’Australian Open e allo Us Open; per Nadal in tutte le nove occasioni in cui era arrivato in fondo qui era sempre riuscito a “mordere” la Coppa dei Moschettieri.

Impresa straordinaria per questo fantastico atleta che ha lasciato briciole agli avversari, non ha ceduto un singolo set in tutto il torneo. Vincere 10 volte lo stesso torneo non è semplice, vincere 10 volte uno Slam non è pensabile, vincere 10 volte il Roland Garros e dominare l’ultima edizione in ordine cronologico, quando il fisico dovrebbe cominciare ad abbandonarti, beh non ci sono parole.

Non c’è da sorprendersi, certo magari non ci si attendeva un tale dominio, sia nel corso della finale che di tutto il torneo, ma il Nadal che avevamo ammirato ad inizio stagione, capace di perdere solo da Federer nelle due uniche finali sul cemento giocate (Australian Open e Miami), lasciava poco spazio ad eventuali sorprese sul rosso.

Magari saremo ripetitivi, ma appunto lo dicevamo da mesi e per chi ne capisse di tennis era ovvio che con Federer che aveva deciso di dare completamente forfait sul rosso, con Djokovic e Murray con la testa chissà dove la strada era spianata per Nadal. Così è stato, decima a Montecarlo, decima a Barcellona, vittoria a Madrid e sconfitta molto arrendevole a Roma in quarti contro Thiem. Proprio l’austriaco è stato lo sfidante in semifinale e il 6-0 subito nel terzo set ce la potrebbe anche dire lunga su quella sconfitta romana, l’unica di questo 2017 sul rosso di Nadal.

L’unica cosa che poteva interrompere il cammino verso la gloria di Nadal? Un Wawrinka, un giocatore che in giornata ne ha già fatti piangere alcuni (lo stesso Nadal a Melbourne 2014 ne sa qualcosa), ma evidentemente anche per lui oggi non era giornata. Non era destino che fosse lo svizzero a mantenere imbattuto il suo record, così ha lasciato strada, o meglio se l’è presa a suon di vincenti, a Nadal premiato da Kuerten.

Ci sono i dubbi su chi sia il miglior giocatore di tennis di tutti i tempi, difficile se non impossibile dirlo, ma sicuramente Rafael Nadal è l’interprete più rappresentativo di questo sport sulla terra battuta e oggi, quest’anno, in questi 10 anni lo ha dimostrato. Tutti sanno come gioca, tutti sanno quali possono essere i suoi punti deboli, tutti lo conoscono a memoria ma nessuno riesce mai a batterlo a Parigi. Complimenti Rafa che con questa vittoria ci conferma che si il tennis è tornato ad almeno 10 anni fa e ci sarà un Wimbledon tutto da seguire, sperare e sognare.

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Roma, ma sono nato in provincia di Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata al ciclismo grazie al mio concittadino Vincenzo Nibali e ad altri sport. Le Olimpiadi per me sono un'orgia sportiva. Oltre a scrivere e dirigere LoSportOnline ho anche partecipato alla fondazione di Blog34 (piazza virtuale studentesca di Messina, di cui vado molto fiero) e collaborato con OkCalciomercato, curando la rubrica "The Italian Job".

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