Giro di Romandia – Top&Flop

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Si è concluso oggi il Giro di Romandia, corsa valida per il circuito World Tour: chi l’ha utilizzato per affinare gli ultimi dettagli per l’imminente Giro D’Italia, e chi invece ha chiuso la prima parte di stagione con questa corsa, verosimilmente per proiettarsi al Tour De France. In questa ultima opzione sicuramente fa parte Richie Porte che vince la corsa e meritatamente, dimostrando di essere il più forte a Leysin e rimontando Simon Yates a cronometro, con il britannico che chiude al secondo posto davanti a Primoz Roglic. Da questa corsa ci sono stati segnali positivi ma anche negativi e non di poco conto.

Sicuramente nel ramo “Top” fa parte Fabio Felline, vincitore del prologo inaugurale e stoicamente difensore della maglia di leader fino alla tappa regina dove mostra gli artigli arrivando con i big nell’arrivo in salita, conquistando un sorprendente quarto posto finale: questo ragazzo è un corridore completo capace di andare forte su tutti i terreni, anche in salita, mostrando buone capacità nelle corse di una settimana. Questo risultato non può che fargli aprire gli occhi sui suoi limiti cercando di lavorare soprattutto sulla tenuta quando la strada sale. Anche Richie Porte esce dal Romandia con buone indicazioni, soprattutto in vista Tour: c’era solo una tappa dove poter realmente fare la differenza e a Leysin non aspetta. Il suo attacco è micidiale e nessuno, eccetto Simon Yates, riesce a seguirlo. Sfrutta poi l’occasione a cronometro, confermandosi come uno dei più forti nelle corse di una settimana: ma al Tour è un altro sport e lì non sono ammessi cali di concentrazione come successo negli ultimi anni nei grandi giri. Abbiamo nominato Simon Yates: uno dei due gemelli terribili prova a sorprendere il gruppo attaccando da lontano e conquista un bel piazzamento finale, non a caso la Orica lo ha dirottato dal Giro al Tour proprio perchè crede nelle sue capacità nel caso di difficoltà di Esteban Chaves. Deve però migliorare a cronometro, sembra concedere qualcosa anche se si è difeso egregiamente su un percorso però mosso.

Nella zona “Flop” abbiamo un corridore illustre su tutti: Chris Froome. Prima parte di stagione da dimenticare per il Kenyano Bianco, il percorso sembrava disegnato per lui ma la condizione non lo supporta non riuscendo a stare con i big della corsa ed è un piccolo campanello d’allarme considerando che al Romandia si è sempre ben comportato. C’è da preoccuparsi oppure è soltanto un cambio di strategia in casa Sky? Lo scopriremo a Giugno, dove non potrà permettersi di concedere terreno ai rivali. Non una corsa entusiasmante anche per Rigoberto Uran con un anonimo 21esimo posto finale, che sembra in difficoltà quest’anno: classiche o corse a tappe? Per ora sta toppando entrambe le cose, dimostrando confusione su quale specialità concentrarsi maggiormente. Ed è un peccato perchè il colombiano se in forma sa essere letale e in passato ha dimostrato come può andare forte su tutti i terreni, ma ultimamente si sta perdendo un po’. Al Romandia, nonostante un buon percorso per lui, è rimasto costantemente nelle retrovie, dimostrando anche un calo nelle prove contro il tempo. Anche la Katusha, generalmente molto presente in queste corse, delude: Simon Spilak e Ilnur Zakarin, che in passato erano protagonisti su queste strade, deludono le attese della squadra e finiscono lontani dalle posizioni di alta classifica. Per Zakarin è comprensibile dato l’imminente Giro D’Italia, ma per Spilak, che “vive” per queste corse, queste prestazioni sono un passo indietro per uno che fa nelle corse di una settimana il suo punto di forza, lasciando da parte i Grandi Giri.

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Giacomo Cormio

Sono nato e vivo a Milano, sono laureato in Scienze statistiche ed Economiche, passione legata allo sport. Infatti sono appassionato di Ciclismo, Calcio, Tennis, Basket e Motori soprattutto. I miei punti di riferimento sono coloro che mi hanno fatto avvicinare molto a questi sport: Nibali, Shevchenko, Federer, Bryant e Schumacher. E mi piace usare queste passioni scrivendo articoli.

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