Parigi-Roubaix | Trionfa Van Avermaet, a Sagan la palma del più sfortunato

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Una Parigi-Roubaix emozionante come poche volte nella sua recente storia ha consacrato definitivamente Greg Van Avermaet nella ristretta cerchia dei fuoriclasse delle classiche del Nord.

Il Campione Olimpico vince la sua prima monumento regolando in volata al velodromo Stybar e Langeveld, che hanno percorso con lui gli ultimi km dell’inferno del Nord, Stuyen e Moscon che sono rientrati negli ultimi 300 metri dopo che il trio di testa si era dato al surplace.

L’oscar della sfortuna va a Peter Sagan. Il campione del mondo causa innumerevoli incidenti meccanici e forature varie si arrende al triste fato quando un suo attacco a 35 km dalla fine sembra poter essere decisivo.

Merita anche una citazione la coraggiosa ma fin troppa dispendiosa gara di Tom Boonen all’ultima uscita in carriera. Il campione belga già vincitore quattro volte manca nei momenti decisivi dopo aver dato lezioni di corsa sul pavè. Questa volta, forse per strafare, troppo lontano da Roubaix.

 IL VINCITORE  Greg Van Avermaet corona la sua fantastica primavera con una gara di grandissimo spessore. La fortuna sembrava averlo abbandonato prima della foresta di Arenberg quando prima una caduta e poi una foratura sembrano averlo tagliato fuori dai giochi anzitempo.

Ma il campione belga nonostante i 45 secondi di ritardo è riuscito a rientrare prima della fase decisiva. A Mons en Pevele ha corso in difesa, ma poi quando Sagan si è chiamato fuori ha fatto i numeri sul Carrefour de l’Arbre assieme a Stybar e non si è risparmiato neanche nel finale quando il compagno di squadra di Tom Boonen ha collaborato poco.

LO SCONFITTO – Sembra ingeneroso dirlo, ma anche non per colpa sua Peter Sagan, esce con le ossa rotte dalla doppia Fiandre/Roubaix. Quest’anno la sfortuna non sembra volerlo abbandonare e anche oggi nel momento decisivo la dea bendata si è voltata dall’altra parte quando aveva fatto il vuoto sul gruppetto dei migliori una foratura gli ha fatto alzare bandiera bianca e poi sul Carrefour de l’Arbre non ha avuto neanche la forza morale di tentare la non impossibile rimonta. Non sempre impeccabile come la sua tattica di corsa con trenate violente lontane dal traguardo.

IL MOMENTO DECISIVO: La foratura di Sagan nel momento decisivo ha girato la corsa verso Van Avermaet e Stybar. In quel momento il più forte sembrava proprio il campione slovacco che da li in poi ha completamente mollato anche dal punto di vista mentale.

IL MIGLIORE – Difficilmente a Roubaix vince qualcuno che ha problemi di cadute e forature. In questa corsa da sempre ci vuole anche un pizzico di buona sorte.

Van Avermaet si è conquistato la vittoria anche sconfiggendo la sfortuna che sembrava averlo tolto di mezzo prima che la corsa entrasse nel vivo.  Ha dato una dimostrazione di forza impressionante e vista la gara l’unico che poteva batterlo oggi era Sagan cui va dato merito di aver ravvivato più volte la competizione e che divide con il belga la palma del migliore.

LA SQUADRA – La BMC è stata la migliore quest’oggi. All’inizio hanno aiutato Greg Van Avermaet a non spendere molto per rientrare sul gruppo dopo la foratura del campione belga dopo la foresta e la prova di Oss sempre allo scoperto che anche quando è stato ripreso ha aiutato il campione olimpico è stata sicuramente merito della tattica perfetta messa in atto dalla squadra belga.

GLI ITALIANI – Finalmente dopo anni di oblio, gli italiani sono tornati protagonisti a Roubaix. Un grandissimo Daniel Oss è rimasto in fuga in testa anche da solo per parecchi chilometri e un altrettanto enorme Moscon è giunto quinto dopo essere sempre stato nel vivo della corsa. E nel finale quando è riuscito a riagganciare il trio di testa, per un attimo abbiamo sognato di trovare l’erede di Andera Tafi.  Bene nelle fasi centrali della gara anche Matteo Trentin sempre a suo agio su queste strade pronto ad aiutare i suoi capitani.

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