Vuelta Catalunya | Top&Flop

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Si è conclusa oggi la Vuelta Catalunya, valido per il circuito World Tour. Vittoria finale, e anche in maniera molto netta, ad Alejandro Valverde che fa incetta di tappe, ben tre su sette senza considerare la cronosquadre tolta con molte polemiche, mostrando uno stato di forma invidiabile. Secondo posto per un sempre costante e presente Alberto Contador, che non è riuscito a scardinare la potenza Movistar che piazza pure il giovane e sorprendente Marc Soler sul podio. Malissimo il Team Sky con Froome che pareva poter salire almeno sul podio prima del crollo della sesta tappa, con Thomas e Landa ormai fuori classifica. Anche i colori azzurri si sono fatti vedere: spicca la vittoria di tappa di Cimolai, con prima maglia di Leader, e la vittoria sfiorata per il duo De Marchi/Cataldo alla sesta tappa. Vediamo chi sono stati i migliori e i peggiori di questa corsa Catalana.

 

Top:

Cronosquadre: Spesso questa corsa si è decisa su pochissimi secondi, in particolare con gli abbuoni, rendendo troppo ferma la situazione movimentandola soltanto negli ultimi chilometri di ciascuna tappa. Dopo 10 anni però è stata reintrodotta una prova contro il tempo che ha cambiato un po’ questo andazzo, rendendo la corsa più imprevedibile e più dura del previsto per ottenere il massimo, senza puntare soltanto agli ultimi chilometri o agli abbuoni. L’organizzazione ci ha preso, ma perdiamo nuovamente questo vizio….una prova contro il tempo, cronosquadre o individuale, ci deve sempre stare in una corsa a tappe.

Alejandro Valverde: che dire….si stava prendendo quasi tutto in questa corsa. Aveva pure vinto la cronosquadre poi tolta, si è rifatto, se qualcuno aveva dubbi, con gli interessi: ben tre vittorie di tappa più un secondo posto, oltre chiaramente alla vittoria finale della corsa. Nonostante i problemi di salute delle scorse settimane, sta in una forma eccezionale nonostante le primavere avanzate e vince su qualsiasi terreno e anche senza stare troppo a ruota, alla sua maniera, staccando di prepotenza anche i vari Contador e Froome. Insomma se Valverde è questo, alle Ardenne sarà dura batterlo…

Marc Soler: Ora si è fatto conoscere al mondo intero. Eccellente corsa di un corridore che, tra l’altro, ha lavorato per Valverde in diversi frangenti: se invece era capitano? Nonostante tutto è sempre in alto in classifica e chiude al terzo posto dietro anche al mostro sacro come Contador, tenendo molto bene le salite lunghe nonostante, appunto, fosse sacrificato per il capitano. E’ giovane e ha sicuramente ampi margini di miglioramento, starà a lui confermarsi nelle prossime corse considerando che, con Quintana e lo stesso Valverde, difficilmente avrà spazio in squadra, dovrà sfruttare le occasioni che si presenteranno e imparare dai “maestri”.

Flop:

Giuria: Tra la fine della seconda tappa (cronosquadre) e l’inizio della terza tappa è successo qualcosa di davvero comico: prima si decide di squalificare alcuni corridori Movistar causa presunte spinte (ma, a detta di molti, non viste direttamente dai giudici), ma mantenendo la vittoria alla squadra e molti corridori davanti. E dopo tale decisione si sbandiera “abbiamo seguito il regolamento!”. Peccato che la mattina dopo, probabilmente su pressione di diverse squadre tra cui la BMC, la decisione è stata ribaltata dando un minuto di penalità a tutta la squadra. Va bene tutto ma cambiare idea da un momento all’altro…menomale che poi la Movistar ha risposto alla grande con le vittorie di tappa di Valverde e le grandi prestazioni di Marc Soler.

Christopher Froome: Ok che è alla prima corsa Europea e alla prima vera sfida con i suoi migliori rivali, ma il crollo della sesta tappa suona come un campanello d’allarme, l’ennesimo: se la corsa viene messa dura fin dai primi chilometri, il Keniano Bianco con la sua Sky soffre tantissimo, come già successo più volte alla Vuelta. Che i rivali abbiano capito la lezione…e che Froome evitasse errori di questo tipo che in corse più importanti potrebbe essere maggiormente grave. Per il resto, non sembrava andare malaccio, mancava il giusto cambio di ritmo che troverà sicuramente a Luglio.

Andrè Greipel: una domanda sorge spontanea. Che ci fa’ il Gorilla in una corsa dura come questa dove spazio per velocisti puri era praticamente pari a zero? Non erano meglio le classiche sul pavè dove di certo non va’ malaccio? Solo lui saprà darci una risposta, di certo questa settimana, come prevedibile, non ha raccolto risultati di rilievo, spero soltanto sia stato una sorta di allenamento quando la strada sale (per la tenuta sui grandi giri, si presume). Ma le perplessità rimangono…

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Giacomo Cormio

Sono nato e vivo a Milano, sono laureato in Scienze statistiche ed Economiche, passione legata allo sport. Infatti sono appassionato di Ciclismo, Calcio, Tennis, Basket e Motori soprattutto. I miei punti di riferimento sono coloro che mi hanno fatto avvicinare molto a questi sport: Nibali, Shevchenko, Federer, Bryant e Schumacher. E mi piace usare queste passioni scrivendo articoli.

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