Tirreno-Adriatico Top&Flop

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L’ edizione numero 52 della Tirreno-Adriatico,  più importante corsa a tappe italiana dopo il Giro che si è conclusa oggi, aggiunge per la seconda volta il nome di Nairo Quintana al suo ricco albo d’oro.

Il capitano della Movistar bissa il successo del 2015 e succede nell’albo d’oro a Greg Van Avermaet

Il colombiano ha dato scacco matto nella tappa conclusasi sul Terminillo dove la sua cavalcata solitaria nella salita finale ha creato alla fine il solco decisivo nella classifica generale.

E’ ancora presto per esprimere giudizi trancianti all’alba della stagione, ma segnali importanti sono arrivati anche da Geraint Thomas, Doumulin e dal campione del mondo Peter Sagan. Un po’ in difficoltà gli azzurri.

In sintesi i migliori e i peggiori.

 

Top

Nairo Quintana. Non si può non indicare il colombiano vincitore della corsa. Sempre attento e nel vivo della corsa, per una volta non ha lesinato energie e la sua supremazia sul Terminillo è stata netta al di là del distacco inferto agli avversari. Il suo obiettivo di inizio stagione lo ha raggiunto, ora andrà un po’ in letargo prima di vederlo si spera protagonista a buoni livelli anche al Giro d’Italia in preparazione al suo sogno proibito francese.

Peter Sagan. Il campione del mondo, vincitore di 2 tappe ha dimostrato di essere in uno stato di forma eccellente. Specialmente nella tappa di Fermo, non proprio adattissima alle sue caratteristiche tecniche ha impressionato.

Ha sfiorato anche un terzo successo parziale beffato da Gaviria nell’ultima tappa prima della cronometro finale.

Per mettergli le ruote davanti sabato in Via Roma servirà un impresa e tanta fantasia. Può vincere in volata o scappando giù dal Poggio. In formissima.

 

Geraint Thomas. In assenza dei big del Team Sky per le corse a tappe, come al solito l’inglese si dimostra sempre. in forma a inizio stagione. Sempre nel vivo della corsa, vince in solitaria la seconda tappa ed è l’unico che in qualche maniera rimane vicino a Quintana sul Terminillo. Molto attento anche nei finali di tappa ingarbugliati, si piazza sempre nelle posizioni di testa del gruppo per evitare guai. Ottima anche la sua crono finale dove si piazza nei dieci e precede specialisti come Dumoulin (buona comunque la sua corsa) e Amador. Termina quinto nella Generale.

 

Flop

Fabio Aru:  Purtroppo il talentino sardo sembra essere finito dentro ad un buco nero dal quale non sembra riuscire a risollevarsi. Il tempo per lui si è fermato alla Vuelta 2015. Da quel momento purtroppo ne ha azzeccate poco e anche quest’anno non sembra essere partito con il piede giusto.

Nella corsa dei due mari ha perso troppo in montagna (4 minuti da Quintana sul Terminillo) e ha finito per ritirarsi. La forma non può essere delle migliori a metà marzo per uno come lui che punta ai grandi Giri, ma qualcosa in più era lecito aspettarselo.

Vincenzo Nibali. Anche per lo squalo di Messina, vale in parte il discorso fatto per Aru, anche se lui ha dimostrato in passato che i brutti risultati di inizio stagione non sempre hanno voluto dire stagione negativa. Ci si attendeva magari qualche piccolo segnale che non è arrivato.

Segnale che prima del Giro si spera arrivi dalla Liegi o dal Trentino

Greg Van Avermaet: Non ha deluso completamente, ma dal belga capitano della BMC ci si aspettava una difesa un po’ più strenua del titolo vinto su queste strade lo scorso anno. Anche perché nelle precedenti uscite in Belgio e alle Strade Bianche aveva dimostrato di essere già a buon punto.  Si è visto solo nella seconda tappa, quando ha perso l’attimo fuggente per prendere la ruota di Thomas. Starà affinando probabilmente la preparazione per le classiche del Nord, ma almeno una vittoria di tappa poteva e doveva essere alla sua portata.

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