Parigi-Nizza | Top&Flop

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La Parigi-Nizza 2017 è stata conclusa oggi e ha offerto uno spettacolo gradito, un po’ meno ai corridori nei primi giorni con vento e tanta pioggia, grazie a un percorso vario e soprattutto ad un grande Alberto Contador che ha provato in tutti i modi a riscrivere la corsa, ma ha dovuto cedere lo scettro ad un monumentale Sergio Henao, bravissimo a gestirsi nella tappa finale, per soli 2 secondi, una inezia. Terzo posto per Daniel Martin, che precede Ion Izaguirre e Julian Alaphilippe. Vediamo chi sono stati i migliori e chi ha deluso.

Top

Arnaud Demarè: c’è una vittoria della Milano-Sanremo da difendere e si vede. Spettacolare il suo successo nella prima tappa dove addirittura si permette il lusso di riuscire a seguire uno scattista di livello come Alaphilippe e staccando gli altri, mandandolo in una nuova dimensione. Mantiene poi la maglia fino alla cronometro e dimostra di avere una buona propensione quando la gara è bagnata. Insomma, se la forma è questa….alla Milano-Sanremo sarà una brutta gatta da pelare e non avrà bisogno di subire attacchi verbali per presunti traini. Ma dovrà saper reggere la pressione del pettorale numero 1….

Julian Alaphilippe: Francese in rampa di lancio. Dopo i buoni risultati nelle Ardenne degli ultimi due anni, dimostra di essere qualcosa di più di un corridore da classiche, denotando una ottima tenuta nella brevi corse a tappe e una buona propensione nelle corse contro il tempo, come dimostra la cronometro vinta. Gli mancano solo due cose: la gestione della palma del favorito, come nel muro di Fayence adattissimo a lui dove però è stato disastroso tatticamente, e la tenuta sulle salite lunghe, anche se è da apprezzare lo spirito di sacrificio con cui difende la maglia gialla nel tappone di montagna. Ha ampi margini di miglioramento e i suoi limiti sono ancora da scoprire…se non si perde, avrà un grandissimo futuro.

Sergio Henao. Sarebbe troppo banale dire Alberto Contador, ormai siamo abituati alla sue azioni d’altri tempi per provare a ribaltare anche solo mezzo minuto. Ma Sergio Henao ha fatto un capolavoro di maturità mentale e tattica, cercando nell’ultima tappa di non saltare subito alla ruota del Pistolero e di gestire i propri sforzi da campione e da veterano. Risultato: è riuscito a tenere il vantaggio sul Col d’Eze e a recuperare parte dello svantaggio, ma decisivo per le sorti della corsa, proprio nella discesa successiva, senza mostrare agitazione e senza essere frettoloso, tenendo duro soprattutto a livello psicologico. Ci è riuscito e ha meritato questa corsa grazie a questo piccolo capolavoro, per uno della sua esperienza, non di certo decennale e a questi livelli.

 

Flop

Romain Bardet: la squalifica e la conseguente espulsione dalla corsa per “colpa” di un traino durante la prima tappa macchia la sua immagine e rovina la corsa. Essendo in un momento complicato della tappa e con un clima da tregenda, chiaramente è venuta a mancare lucidità e la tensione, unita alla paura, ha giocato uno brutto scherzo. Ma da un corridore del genere e dalla sua squadra, da tanti anni nel WT, certamente ci si poteva aspettare un altro tipo di gestione del momento, considerando che le telecamere quasi sicuramente lo pizzicavano. Per fortuna, sua, questo non era l’obiettivo principale della stagione ma sul banco rimane la questione del traino, dato che, come per Vincenzo Nibali alla Vuelta 2015, spesso vengono pizzicati solo i corridori importanti e sotto visione da telecamere quando, con ogni probabilità, qualcuno potrebbe usare questo trucchetto sfruttando la mancanza delle telecamere in quel momento. La prossima volta però stai attento….che gli serva da lezione.

La “Corsa del SOLE”: E meno male che la chiamano “la corsa del Sole”…le prime due tappe sono state tutt’altro che con il sole. Vento e tanta pioggia hanno condizionato la corsa rendendo le prime tappe da tregenda e mandando parecchi corridori fuori classifica dopo pochi chilometri. Certamente a qualcuno storce il naso perdere un buon piazzamento per colpa di quello che viene dall’alto, ma il ciclismo è così…prendere o lasciare. Certamente è più auspicabile che si corra più tranquillamente e che a decidere non sia la pioggia, anche se bisogna fare i conti con questa variabile. Non chiamatela più la corsa del Sole che qualcuno ci crede davvero…

Marcel Kittel: i velocisti non sono mai al meglio all’inizio della stagione, i treni devono avere ancora i meccanismi oliati ma….da uno come lui ci si aspetta sempre che la risolva da solo anche non al massimo della forma, ma la sensazione è che se non va come vorrebbe lui, non ha un piano B. Risultati poco e nulla, a dimostrazione che la forma deve di gran lunga migliorare. Mi sa che alla Milano-Sanremo il capitano sarà qualcun’altro. Certamente lo aspettiamo al meglio nei grandi giri, lì non dovrà assolutamente fallire.

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Giacomo Cormio

Sono nato e vivo a Milano, sono laureato in Scienze statistiche ed Economiche, passione legata allo sport. Infatti sono appassionato di Ciclismo, Calcio, Tennis, Basket e Motori soprattutto. I miei punti di riferimento sono coloro che mi hanno fatto avvicinare molto a questi sport: Nibali, Shevchenko, Federer, Bryant e Schumacher. E mi piace usare queste passioni scrivendo articoli.

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