Promossi, bocciati e rimandati – GP Singapore

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Abbiamo aspettato che scendesse la notte per ricreare l’atmosfera che ieri ha accompagnato il GP di Singapore. Le luci si sono accese sul circuito e su Rosberg, su Ricciardo e sui piloti Ferrari, lasciando in ombra (ancora una volta) il muretto di Maranello. Avete perso qualche passaggio? Le nostre pagelle possono aiutarvi a far luce…

ROSBERG: 10. Una rondine non fa primavera, ma 3 vittorie sulle ultime 3 gare qualcosa devono pur dire. Non si lascia impressionare dalla rimonta di Ricciardo, impressionando però chi -come noi- lo dava per spacciato nella lotta Mondiale. Senza errori, riesce a riconquistare la leadership nel campionato.

RICCIARDO: 9. Tenta l’impresa negli ultimi giri, opportunità che non avrebbe avuto se non avesse gestito in modo esemplare tutto il week end. Sorride dalla piazza d’onore e dal terzo posto nel campionato, sempre più saldo nelle sue mani.

RAIKKONEN: 9. Che grinta! Il sorpasso su Hamilton ci illude per un podio, che poi però non arriva. La guida perfetta del finlandese viene vanificata da una sosta di troppo. Forse. Col senno di poi è facile parlare, l’unica certezza è stata la sua gara magistrale.

VETTEL: 8. La sua rimonta infiamma Singapore, su una pista dove sorpassare è ritenuto quasi impossibile. Rimane il rimpianto di quello che sarebbe potuto essere senza il problema in qualifica…

KVYAT: 8. Tiene dietro Verstappen, difendendo l’orgoglio ferito con una guida sicura e mai scorretta. Bravo!

ALONSO: 7. Dà il massimo. Al via avvicina perfino Raikkonen, poi però torna a guidare la “solita” McLaren. Frustrante doversi accontentare, da leone in gabbia.

PEREZ: 7. Artefice come Vettel di una bella rimonta (ben 10 posizioni!), dopo la penalità del sabato dovuta al non aver rispettato le bandiere gialle.

MAGNUSSEN: 7. Riporta, ancora lui, la Renault nelle prime 10 posizioni: serve altro?

HAMILTON: 6. Non ha il ritmo del team mate e sale sul podio grazie al “regalo” della Ferrari. Non riesce più a vincere, ma almeno limita i danni.

VERSTAPPEN: 5. Incolore, come a Monza: si fa notare solo per la partenza al rallentatore, che causa anche  l’uscita di Hulkenberg. Un risultato deludente, come a Monte-Carlo: anche se qui non va a sbattere mostra di non essere a suo agio nei circuiti cittadini.

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Giusy Petrucci

Giusy Petrucci

Laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità alla IULM di Milano, ho due grandi passioni: la musica e il motorsport. Però sono stonata, allora lascio cantare i motori.

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