L’Ammiraglia – Tour De France: niente scherzi!

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Con l’inizio del Tour De France torna la nostra rubrica dell’Ammiraglia, concentrandoci, come per il Giro, sull’Astana dato che le nostre speranze azzurre per la Jaune sono concentrate esclusivamente su quella squadra con la presenza di Fabio Aru e Vincenzo Nibali, coloro che tra l’altro hanno vinto gli ultimi due Grandi Giri disputati. I due italiani però non hanno un rapporto tutto rose e fiori, correndo poco insieme, perciò sarà un bel lavoro per Martinelli tenere unita la squadra per raggiungere un unico obiettivo. Ne abbiamo già parlato sui pro e contro della coesistenza dei due alfieri azzurri.

Ma niente scherzi: al Tour bisogna mettere da parte le questioni private e personali e pensare alla squadra e al suo obiettivo: portare a casa la Jaune. Sulla carta il Leader dovrebbe essere il sardo, più fresco e più preparato a tale appuntamento ma è all’esordio sulle strade francesi e potrebbe peccare un pò di esperienza, che la può garantire senz’altro Nibali, ma sappiamo come Vincenzo viene dalla vittoria rocambolesca al Giro e come l’accoppiata con il Tour di questi tempi è molto difficile, con gli avversari che si preparano appositamente per questo appuntamento. Non si conoscono le intenzioni di Nibali, sicuramente non verrà per fare la comparsa, solo la strada ci dirà se vorrà provare a tenere duro per poi diventare la scheggia impazzita dello scacchiere Astana oppure vorrà defilarsi per poi fare il Michele Scarponi della situazione, ma con meno pericoli per Froome e compagnia. Domenica, con il primo strappetto finale, ci saranno le prime indicazioni al riguardo. Chiaramente per l’Astana converrebbe tenere due uomini in classifica, sia per non trovarsi impreparati in caso di difficoltà di Aru, sia per mettere in difficoltà i rivali soprattutto alla terza settimana, anche se sarà difficile per Nibali mantenersi in classifica sui Pirenei pensando all’appuntamento olimpico.

Ma non ci sono solo loro due: anche Diego Rosa può dire la sua in ambito classifica generale, con le sue ultime prestazioni al Delfinato che danno molta fiducia anche se su di lui grava l’incognita sulle tre settimane. Chiaramente, cercando di capire cosa vorrà fare Nibali, anche lui sarà deputato a cercare di tenere duro nelle prime tappe per poi creare scompiglio in corsa e mettere in difficoltà il Team Sky, un vero squadrone e probabilmente il punto di riferimento della corsa. Da questo punto di vista l’Astana, a differenza del Giro, può permettersi di nascondersi nelle prime tappe, risparmiando notevoli energie se non per tenere i capitani (o il capitano?) fuori dai guai. In tal caso, possono godere del riposo Tanel Kangert e Jakob Fuglsang fino almeno ai Pirenei. Questi due sono reduci dal trionfale Giro d’Italia e verosimilmente cercheranno di concentrare le energie esclusivamente sui tapponi di montagna dove saranno fondamentali anche in termini di esperienza. Avranno molto da faticare in pianura Andriy Grivko e Andrey Lutsenko, immancabile presenza Kazaka, importanti per tenere Aru ed eventualmente Nibali al sicuro prima che la strada salga. Esperienza che si trova anche in Luis Leon Sanchez e soprattutto Paolo Tiralongo, angelo custode di Aru. Gli ultimi due sono utili su tutti i terreni, pianura e salita, perciò saranno fondamentali in ogni tappa, con Tiralongo che saprà guidare ottimamente il sardo in terra francese.

I rivali? Sono tantissimi da tenere in considerazione per un Tour spettacolare. Si parte dal campione uscente Chris Froome che soffre parecchio le tappe movimentate e le imboscate, ma ha dalla sua una grandissima squadra. Mai sottovalutare Nairo Quintana che in salita non è secondo a nessuno, ma potrebbe peccare un pò nelle prime tappe se si è disattenti e a cronometro oltre che in coraggio, mancato lo scorso anno. Non dimentichiamo mai Alberto Contador, non brillante come una volta ma pronto a far saltare il banco quando necessario e con il quale si può instaurare una buona alleanza. Un gradino indietro la coppia BMC Porte-Van Garderen e i francesi come Pinot, Bardet e Rolland.

Verosimilmente fino ai Pirenei non ci saranno tappe pericolose se non lo strappo di Cherbourg e l’arrivo a Le Lioran con un finale molto agitato ma non particolarmente selettivo soprattutto se siamo ancora alla prima settimana. In attesa di scoprire le carte, soprattutto in casa Nibali, nelle prime tappe si cercherà di tenere un atteggiamento da “nascondino”, ossia lasciare che il grosso del lavoro lo facciano altre squadre, in primis Sky, Movistar e Tinkoff, cercando di tenere davanti i capitani nelle tappe dove si possono nascondere insidie per non trovarsi impreparati in caso di attacchi a sorpresa. E soprattutto cercare di aiutarsi mettendo da parte gli egoismi propri e lasciando che siano le gambe a parlare. Confidiamo in Fabio e Vincenzo!

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Giacomo Cormio

Sono nato e vivo a Milano, sono laureato in Scienze statistiche ed Economiche, passione legata allo sport. Infatti sono appassionato di Ciclismo, Calcio, Tennis, Basket e Motori soprattutto. I miei punti di riferimento sono coloro che mi hanno fatto avvicinare molto a questi sport: Nibali, Shevchenko, Federer, Bryant e Schumacher. E mi piace usare queste passioni scrivendo articoli.

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