Promossi, bocciati e rimandati – GP USA

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Il tre è ritenuto il numero perfetto per eccellenza e lo è anche per Lewis Hamilton, che in Texas vince il terzo titolo mondiale con tre gare di anticipo. Merita per questo 10 in pagella. La gara strepitosa di Sebastian Vettel non è da meno. E gli altri? Noi diamo loro questi voti:

VETTEL: 10. Dieci come le posizioni guadagnate. Parte tredicesimo e giunge sul gradino più basso del podio:se ci fossero stati un altro paio di giri avrebbe superato anche Rosberg. Il tedesco è affamato, rimonta con grinta posizione dopo posizione. Rischia e indovina la strategia giusta con le gomme: se la Ferrari sarà alla sua altezza il 2016 si preannuncia suo.

HAMILTON: 10. In un week end non perfetto vince il Gran Premio e al tempo stesso porta a casa il terzo titolo iridato, come Niki Lauda, Jackie Stewart e Ayrton Senna. Nessun lampo di genio, se non nella partenza: al via è sempre stato perfetto, come perfette sono state questa sua stagione e la scelta di abbandonare quell’orrenda tonalità di biondo per i capelli.

VERSTAPPEN e SAINZ JR: 8. Quarto e setimo all’arrivo convincono entrambi. Meritatamente. Con duelli cattivi ma mai sleali hanno fatto volare le Toro Rosso, divertendosi e facendoci divertire. Sbalordiscono per l’età anagrafica e per la maturità in pista. Bravi.

MCLAREN: 7. Inutile negarlo, la pioggia ha aiutato molto, ma le prestazioni di Button e di Alonso hanno sorpreso in positivo. Un sesto posto che sa di podio quello del britannico, che alza molto il morale del team. Peccato per Alonso: “se non sono a punti ditemelo che mi ritiro“, questo il team radio dello spagnolo, che termina undicesimo beffato da Ricciardo nelle ultime curve. Ci hanno entusiasmato, si vede che i piloti sono in gran forma, la macchina un po’ meno.

ROSSI e PEREZ: 7. Corrono in America, quindi in casa, e mostrano quanto siano a loro agio disputando una gara davvero interessante. Rossi “rischia” di portare a punti la Minor, mentre Perez riesce nell’impresa di chiudere quinto nella gara più pazza dell’anno. Che piede comunque l’americano, che però non riesce nella stessa impresa di Jules, mentre il messicano con un’ottima gestione delle gomme riscalda gli animi per il prossimo GP nel “suo” Messico.

REDBULL: 6. Meritava di più per la prima parte di gara, in cui Ricciardo si è mostrato all’altezza di battagliare con le Mercedes, meritava di meno per l’epilogo, quando finito l’effetto dell’energy drink Kvyat si è ritirato e Ricciardo ha terminato decimo, ovvero terzultimo.

RAIKKONEN: 5. Noi gli diamo la metà del voto di Vettel, perchè la sua gara è durata quasi la metà di quella del compagno di squadra. Il finlandese alza bandiera bianca dopo aver cambiato musetto per un fuoripista, ma fino ad allora aveva disputato una bella gara. Arrivabene e i tifosi hanno apprezzato la tenacia mostrata nell’abbattere il cartellone pubblicitario della Rolex per riprendere la pista, ma ormai il freno anteriore aveva i minuti contati. Combattivo, ma non basta: serve continuità.

ROSBERG: 2. Due come gli errori che ha combinato: al via, quando si fa cacciare fuori strada da Hamilton (si, ancora), e nelle ultime tornate, quando perde il controllo della sua vettura stendendo un tappeto rosso per la vittoria della gara e del titolo mondiale al compagno di squadra. Gli mancano la fortuna e la cattiveria che lo hanno accompagnato nel 2015, si mangerà le mani se, con quella freccia (d’argento) che si ritrova, terminerà la stagione con meno punti di Vettel.

VIRTAL SAFETY CAR : sv. Ancora nessuno ha capito a cosa serva. Se serva.

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Giusy Petrucci

Giusy Petrucci

Laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità alla IULM di Milano, ho due grandi passioni: la musica e il motorsport. Però sono stonata, allora lascio cantare i motori.

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