Il Post-It: il traino nel ciclismo è condonabile

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La classicissima di primavera e la vittoria di Arnaud Demare hanno acceso polemiche e prese di posizioni mica da ridere. Oggi voglio aprire un dibattito perché a mio parere il traino o comunque l’aiutino in corsa nel ciclismo spesso arriva, non viene denunciato perché il giorno dopo potrebbe toccare a te e soprattutto credo che certe volte sia giusto così.

Cerchiamo di analizzare le situazioni in corsa e gli ultimi avvenimenti recenti. Ogni buon appassionato di ciclismo sa che la corsa è corsa, quindi se l’avversario si stacca perché non ha le gambe buone o perché ha forato o perché coinvolto in una caduta, la corsa continua sempre e comunque. Accade però che la direzione di corsa, che comunque non ha tante macchine o moto quanti sono i corridori in gara, chiude un occhio in certi casi. Quando qualcuno, trovatosi in una situazione difficile a causa altrui, per esempio prende una borraccia troppo lunga o rientra nel gruppo approfittando delle scie delle ammiraglia.

Chiarito questo andiamo ad analizzare quattro situazioni limite, la prima è sicuramente quella di Demare che caduto poco prima della Cipressa è stato accusato di farsi trainare per rientrare in gruppo, non ci sono immagini ma il ciclo computer del corridore rivela velocità anomale in alcuni punti. Andando in ordine a ritroso c’è il caso Nibali alla Vuelta, in quel caso il corridore siciliano ripreso dall’elicottero si attaccò alla macchina per rientrare nel gruppo principale dopo un caduta. Torniamo ancora un po’ indietro al Tour con Eduardo Sepulveda che rimasto a piedi prende un passaggio da un’ammiraglia per raggiungere poco più avanti la sua ammiraglia con la sua bici. Ed infine il caso di Cavendish al Giro 2011 con Cannonball che in una delle prime frazioni con arrivo sull’Etna a detta di molti corridori si fece trainare per non giungere all’arrivo oltre il tempo massimo.

 

Sono tutte situazioni al limite, anzi oltre il regolamento, ma le squalifiche sono arrivate solo nei casi in cui il corridore era importante ai fini della generale e quindi seguito o dalla giuria o dalle telecamere. Chi ha mai sentito di un gregario squalificato per traino o per qualsiasi altra motivazione simile? Il punto è che anche il velocista è importante ai fini della classifica della maglia a punti, ma si tende a non vederlo (se perché si chiudono gli occhi o perché non ci siano immagini dipende) e da questo punto di vista ribadisco che l’aiuto è condonabile perché il giorno dopo nell’ipotetica volata potrebbe dire la sua e dare spettacolo.

Il punto è se essere meticolosi nell’approvare il regolamento o se nelle situazioni limite lasciare che il corridore possa essere aiutato. Personalmente sono per la seconda visto che di tutti i casi elencati i primi tre non dipendevano da una mancanza del corridore stesso e volendo potrei anche condonare Cavendish, certo l’avrei pensata in modo diverso se Mark si fosse fatto trainare per poi andare ad alzare le braccia all’arrivo il giorno stesso.

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Roma, ma sono nato in provincia di Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata al ciclismo grazie al mio concittadino Vincenzo Nibali e ad altri sport. Le Olimpiadi per me sono un'orgia sportiva. Oltre a scrivere e dirigere LoSportOnline ho anche partecipato alla fondazione di Blog34 (piazza virtuale studentesca di Messina, di cui vado molto fiero) e collaborato con OkCalciomercato, curando la rubrica "The Italian Job".

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