C’era una volta la Coppa Davis

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“La Coppa Davis è la massima competizione mondiale a squadre del tennis maschile. Riservata a squadre nazionali, è organizzata dalla Federazione Internazionale Tennis e ha cadenza annuale, disputata con la formula dell’eliminazione diretta. È il più antico campionato a squadre nazionali di ogni disciplina sportiva.” (Wikipedia)

Il più antico davvero, la prima edizione risale al 1900, mentre per dire la prima edizione del mondiale di calcio è arrivata solo 30 anni più tardi nel 1930. Prima solo le Olimpiadi (quelle cosiddette moderne) con la prima edizione nel 1896. Quindi ci chiediamo come mai un torneo così prestigioso che vanta una tradizione ultracentenaria negli ultimi anni sta soffrendo terribilmente?

La risposta a questa domanda è apparentemente semplice e non c’è solo un motivo. Il tennis nasce come sport individuale e quindi non esiste il concetto di maglia legato alla nazione, anche se alcuni paesi un po’ più caldi giocano la competizione sentendola più di altri. Girano molti meno soldi e pochissimi punti validi per la classifica, per cui i giocatori non sono molto incentivati a giocare. Infine la formula del torneo, molto bella, ma anche molto dispendiosa in termini di tempo ed energie risulta scomoda, così i giocatori pensano prima di tutto al loro fine personale e solo dopo al proprio paese.

Negli ultimi anni abbiamo visto la Davis perdere sempre più appeal specie per i grandi campioni che mandavano avanti le secondo linee, risparmiandosi. L’ITF ha provato ad incentivare la partecipazione dei primi della classe inserendo qualche punto ATP, ma poca roba. Alla fine ci hanno pensato ancora l’ego e l’orgoglio personale dei giocatori più forti a motivarli a scendere in campo impegnandosi in Davis. La spinta iniziale l’hanno data Nadal, che nell’ultimo decennio ha più volte portato la sua Spagna al titolo, e Federer, con la sua rincorsa al palmares e quindi ai titoli che gli mancavano.

Nel mezzo abbiamo avuto Djokovic che ha vinto il torneo nel 2010 con la Serbia, dopo di lui anche la competizione a squadre è diventata un trofeo allettante e così prima Federer e poi Murray si sono impegnati con le rispettive compagini nazionali per conquistare l’insalatiera, ma una volta conquistata niente più. Basti pensare che questa settimana la svizzera affronterà l’Italia a Pesaro senza né Federer e né Wawrinka tra i convocati e il primo giocatore svizzero è Marco Chiudinelli #146 del ranking ATP, bene per noi ma male per la Davis.

La situazione è questa da un paio di anni, ma all’inizio di quest’anno si è aggravata. In gennaio Roger Federer e Rod Laver, due leggende viventi di questo sport, hanno indetto una conferenza stampa in cui hanno lanciato la “Rod Laver Cup”, una competizione sovranazionale, che vedrà coinvolti tennisti europei che andranno a sfidare una selezione di tennisti dal resto del mondo. Una sorta di Ryder Cup del tennis, affascinante e che richiamerà sicuramente interesse di tutti, giocatori, tifosi, sponsor, ma la cara vecchia Coppa Davis che fine farà?

 

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Simone Milioti

Simone Milioti

Vivo a Roma, ma sono nato in provincia di Messina dove ho concluso i miei studi nell'ambito della comunicazione. Il mio primo amore è stato Roger Federer, da lì in poi la mia passione si è allargata al ciclismo grazie al mio concittadino Vincenzo Nibali e ad altri sport. Le Olimpiadi per me sono un'orgia sportiva. Oltre a scrivere e dirigere LoSportOnline ho anche partecipato alla fondazione di Blog34 (piazza virtuale studentesca di Messina, di cui vado molto fiero) e collaborato con OkCalciomercato, curando la rubrica "The Italian Job".

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